Apple e Amazon superano le previsioni con i loro bilanci, ma i timori per i dazi crescono

Apple e Amazon: trimestrali superiori alle attese, ma lo scenario resta fragile

Nel cuore della stagione delle trimestrali, due dei giganti della tecnologia statunitense – Apple e Amazon – hanno pubblicato risultati finanziari superiori alle previsioni degli analisti. Le due aziende si allineano così ai loro illustri colleghi del gruppo dei “Magnifici Sette” – che include anche Microsoft, Meta e Alphabet – rafforzando l’impressione che il settore tech rimanga un traino fondamentale per l’intero comparto azionario.

Tuttavia, dietro ai numeri positivi emergono alcune criticità operative e minacce macroeconomiche, come il rallentamento di segmenti chiave (cloud e servizi digitali) e l’incertezza legata a tariffe doganali e politiche protezionistiche. Un quadro che invita alla cautela, pur nel contesto di risultati apparentemente solidi.

Apple: i conti battono le stime, ma la crescita dei Servizi frena

Risultati finanziari del secondo trimestre fiscale

Nel trimestre concluso a marzo, Apple ha registrato un fatturato di 95,4 miliardi di dollari, segnando un incremento del 5% su base annua. Un dato che ha battuto le aspettative del mercato e confermato la capacità dell’azienda di mantenere una traiettoria di crescita nonostante un contesto globale complesso.

L’utile per azione (EPS) è cresciuto dell’8%, attestandosi a 1,65 dollari, anche in questo caso oltre le stime degli analisti. Questi numeri dimostrano la resilienza del modello di business Apple, soprattutto in una fase in cui il ciclo di sostituzione degli iPhone appare meno dinamico.

La divisione Servizi sotto la lente

Nonostante i buoni risultati complessivi, la divisione Servizi – che include ricavi da pubblicità, Apple TV+, iCloud, App Store e altri abbonamenti digitali – ha deluso le aspettative. Il rallentamento in questo comparto è significativo, considerata la sua crescente importanza strategica all’interno del mix di ricavi del gruppo. Attualmente, rappresenta la seconda fonte di entrate, subito dopo gli iPhone, ma la sua traiettoria di crescita sta mostrando segnali di stanchezza.

Il raffreddamento della domanda per servizi digitali a pagamento potrebbe riflettere sia una maturazione del mercato, sia un effetto post-pandemico, con gli utenti più attenti alla spesa.

Le sfide legate ai dazi e alla regolamentazione

Sul fronte geopolitico, il CEO Tim Cook ha espresso preoccupazione per l’impatto delle tariffe doganali nei mesi a venire, sottolineando come sia “molto difficile fare previsioni oltre giugno”. Apple è anche alle prese con questioni legali complesse: l’azienda ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso contro una sentenza sfavorevole nella causa con Epic Games, in cui è stata accusata di non aver rispettato un’ingiunzione risalente al 2021.

Amazon: pubblicità in forte espansione, ma il cloud perde slancio

Una crescita sopra le aspettative

Nel primo trimestre 2025, Amazon ha registrato ricavi totali pari a 155,67 miliardi di dollari, con una crescita del 9% rispetto all’anno precedente. Anche in questo caso, il dato ha superato le stime degli analisti.

Ma il vero exploit è arrivato dal settore pubblicitario, che ha segnato un balzo del 19%, raggiungendo i 13,92 miliardi di dollari. La pubblicità si conferma così un asset sempre più strategico per Amazon, capace di offrire margini elevati e crescita sostenuta.

L’utile netto ha raggiunto quota 17,1 miliardi di dollari, con un’impennata del 62%, mentre l’utile per azione si è attestato a 1,59 dollari, contro una previsione di 1,37 dollari.

Crescita rallentata per AWS

Non tutto, però, è positivo. La divisione Amazon Web Services (AWS) – il braccio cloud del gruppo – ha registrato ricavi per 29,3 miliardi di dollari, in aumento del 17%, ma sotto le attese del mercato. Si tratta del terzo trimestre consecutivo in cui AWS non riesce a centrare le previsioni, segnale che la concorrenza (soprattutto da Microsoft Azure e Google Cloud) si fa sempre più aggressiva.

L’importanza del cloud nel bilancio di Amazon è tale da rendere ogni flessione particolarmente sensibile per gli investitori. Non a caso, nella sessione after-hours il titolo ha perso il 2,8%, complice anche una guidance prudente sull’utile operativo del prossimo trimestre.

Fiducia nel medio-lungo termine

Nonostante le difficoltà, il CEO Andy Jassy ha cercato di trasmettere ottimismo: “Riteniamo che il contesto attuale presenti sfide, ma anche opportunità. Siamo ben posizionati per affrontarle e uscirne rafforzati.”

Tra le sfide, Amazon ha citato esplicitamente il rischio legato a tariffe commerciali, politiche protezionistiche e un possibile scenario di rallentamento economico globale.

Le tariffe doganali: un’incognita che pesa su tutto il settore

Un possibile impatto da 900 milioni per Apple

Il tema delle tariffe torna con forza al centro del dibattito. Apple ha stimato che l’eventuale mantenimento dell’attuale scenario commerciale potrebbe comportare un costo aggiuntivo fino a 900 milioni di dollari nel corso del 2025. Per il trimestre appena chiuso, l’impatto è stato definito “limitato” grazie a una gestione efficace della supply chain.

Cook ha però ribadito che l’azienda deve prendere “decisioni strategiche di lungo periodo”, puntando sull’innovazione come chiave per ridurre la vulnerabilità esterna.

Delocalizzazione e ristrutturazione della supply chain

Per limitare i rischi legati alle tensioni con la Cina, Apple ha accelerato il processo di diversificazione geografica della produzione. Attualmente, circa il 50% degli iPhone destinati al mercato statunitense viene assemblato in India, mentre il Vietnam è divenuto un polo chiave per la produzione di altri dispositivi, come gli AirPods e gli Apple Watch.

Tuttavia, la Cina resta centrale: la stragrande maggioranza della produzione destinata ai mercati non statunitensi continua a essere localizzata nel paese.

Sostegno all’industria americana dei chip

Guardando al futuro, Apple prevede di investire 19 miliardi di dollari nel 2025 per acquistare semiconduttori da fornitori statunitensi. Tra i partner principali si possono citare aziende come Broadcom e Qualcomm, a testimonianza della volontà di rafforzare la filiera dei chip USA e diminuire la dipendenza da produttori esteri come TSMC o Samsung.

Forza apparente, ma vulnerabilità reali

Apple e Amazon hanno confermato la propria capacità di generare risultati superiori alle attese, ma le dinamiche sottostanti segnalano un contesto in evoluzione. La pressione sui margini, l’incertezza geopolitica e il rallentamento in segmenti chiave impongono un’analisi più attenta da parte di investitori e analisti.

Il settore tech resta centrale per la crescita dei mercati, ma il 2025 potrebbe essere un anno in cui la selettività e l’innovazione faranno davvero la differenza tra chi riesce ad adattarsi e chi resterà indietro.

Fonte: a cura della Redazione di KTS Finance, info@ktsfinance.com

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