L’assicurazione italiana nel 2024: crescita significativa, ma con margini di miglioramento
Nel corso del 2024, il comparto assicurativo italiano ha mostrato segnali di rafforzamento, confermandosi un attore rilevante nel sistema economico nazionale. Tuttavia, il confronto con i principali Paesi sviluppati evidenzia ancora ritardi strutturali, soprattutto nella diffusione delle coperture contro i danni.
L’espansione del settore: +6,9% del PIL
Il totale dei premi raccolti dalle compagnie assicurative ha raggiunto 151,4 miliardi di euro, rappresentando il 6,9% del Prodotto Interno Lordo. Questo incremento è stato sostenuto in larga parte dal settore vita, grazie al forte aumento delle polizze legate agli investimenti finanziari.
Sebbene l’incidenza sul PIL sia cresciuta rispetto al 2023, resta distante dai livelli di Paesi come Regno Unito, Francia o Stati Uniti, dove il settore assicurativo pesa ben oltre il 10% dell’economia nazionale.
Un sistema composto e vigilato
A fine 2024, in Italia erano operative 89 compagnie sotto la supervisione nazionale da parte dell’IVASS. A queste si affiancano quasi un migliaio di operatori stranieri che offrono prodotti assicurativi sul territorio, soprattutto da altri Stati membri dell’UE.
I rami vita rappresentano la quota dominante del mercato, contribuendo a più dei due terzi della raccolta totale.
Segnali di stabilità e reazione positiva
Nonostante le incertezze economiche globali e le recenti turbolenze finanziarie, il comparto italiano ha mostrato buoni fondamentali. L’aumento della redditività e la tenuta patrimoniale testimoniano la capacità di adattamento delle compagnie.
L’utile complessivo del settore ha superato i 10 miliardi di euro, un risultato in netto miglioramento rispetto all’anno precedente. Il ramo vita ha generato oltre la metà di questo profitto, mentre il restante è attribuibile alla gestione dei rami danni.
Vita: forte slancio e interesse per i prodotti finanziari
Il settore assicurativo vita ha chiuso il 2024 con 110,6 miliardi di euro di premi raccolti, segnando una crescita di oltre il 21%. Il merito va principalmente al successo delle unit-linked, strumenti che uniscono copertura assicurativa e investimento, sempre più apprezzati dai risparmiatori.
Canali distributivi dominanti:
- Banche e poste: 56,6%
- Agenti assicurativi: 24,7%
- Consulenti finanziari: 16,9%
Il rendimento sul capitale (ROE) per le compagnie vita si è mantenuto positivo al 13,3%, rafforzando il trend di ripresa avviato dopo le difficoltà del 2022.
Rami danni: crescita moderata, ma ancora indietro
Nel 2024, i premi raccolti nei rami danni hanno raggiunto 47,3 miliardi di euro, con un’incidenza sul PIL ancora contenuta all’1,9%. Questo segmento continua a rappresentare un punto debole del mercato italiano rispetto agli standard internazionali.
Principali aree di raccolta:
- Auto: 42,8%
- Property: 20,4%
- Salute: 19,6%
- Responsabilità civile: 10,2%
I canali distributivi restano sbilanciati verso la rete agenziale, che intermedia oltre il 77% delle polizze danni.
Indicatori economici e patrimoniali rassicuranti
Il Solvency Ratio, indicatore chiave della solidità patrimoniale, si è attestato al 259,4%, ben al di sopra della soglia minima richiesta e superiore alla media europea. Questo dato conferma la resilienza delle compagnie italiane, nonostante il contesto macroeconomico incerto.
Nel ramo vita, le riserve rappresentano l’84,6% del totale delle passività, mentre nei rami danni l’incidenza è più contenuta rispetto ad altri Paesi europei, riflettendo una struttura di business ancora poco orientata alla prevenzione e al trasferimento del rischio.
RC Auto: prezzi elevati, ma il divario si riduce
Nel confronto europeo, il premio medio RC auto in Italia resta tra i più alti, con un costo annuo di 286 euro, inferiore solo al Regno Unito. Tuttavia, il gap con gli altri mercati si è ridotto, complice un rallentamento dei prezzi italiani e l’aumento in altri Paesi.
Fattori come le spese per riparazioni, il regime di risarcimento e la frequenza dei sinistri continuano a influenzare i costi finali per i consumatori.
Un sistema in miglioramento, ma da completare
Il settore assicurativo italiano chiude il 2024 con un bilancio solido e una crescita visibile, soprattutto nel comparto vita. Tuttavia, il basso livello di diffusione delle coperture danni e la concentrazione nei canali tradizionali sono elementi su cui sarà necessario intervenire per sostenere una crescita strutturale.
Serve promuovere una maggiore consapevolezza del rischio tra cittadini e imprese, e incentivare una diversificazione dell’offerta assicurativa, per avvicinarsi davvero agli standard dei mercati più maturi.


