Attività Finanziarie
Rispetto al passato, le famiglie sono più propense a gestire le proprie attività finanziarie attraverso investimenti: è quanto emerge dall’ultima relazione annuale di Banca d’Italia, relativa al 2019, che analizza anche la composizione della ricchezza delle famiglie italiane.
Il quadro generale conferma alcune tendenze tipiche dei risparmiatori italiani, ovvero quella ad immobilizzare buona parte del patrimonio su conti correnti e depositi, ma rileva anche segnali di cambiamento come, appunto, la maggiore quota di risparmio gestito.
Attività finanziarie delle famiglie: il quadro del 2019
Secondo le stime di Banca d’Italia, nel 2019 la ricchezza netta delle famiglie è cresciuta. Il valore delle attività finanziarie e reali al netto delle passività è infatti aumentato dell’1,9% rispetto all’anno precedente – incremento determinato prevalentemente dalla variazione della ricchezza finanziaria (+5,2%) connessa con il rialzo dei prezzi dei titoli.
Alla fine del 2019, le attività finanziarie rappresentavano il 42% della ricchezza totale lorda, un valore elevato nel confronto con i principali Paesi europei.
Nella selezione degli investimenti, ha prevalso la cautela. Le vendite di obbligazioni bancarie, titoli di Stato e azioni sono state ingenti e i depositi sono cresciuti, tanto che, a fine anno, poco meno di un terzo della ricchezza finanziaria era detenuta in depositi e circolante, una frazione in rialzo di oltre sette punti percentuali rispetto al 2007.
Stabile il circolante, che rappresenta il 3,7% della composizione delle attività finanziarie delle famiglie. In forte crescita, invece, la quota di risparmi allocati in prodotti del risparmio gestito, che ha raggiunto il 31,6%. Una percentuale importante – sebbene ancora inferiore al livello medio europeo – se si pensa che solo nel 2007 non si superava il 20%.
È un dato importante, perché, come sottolinea Banca d’Italia “questi strumenti migliorano il profilo di rischio-rendimento del portafoglio finanziario aumentando la diversificazione, anche geografica, degli investimenti“.
All’interno dei prodotti di risparmio gestito, cresce la parte dedicata alle assicurazioni, che raggiunge il 25%, circa un punto percentuale in più rispetto al 2018.
Indebitamento: cresce quello per il consumo
Nel 2019 i debiti delle famiglie verso banche e società finanziarie sono cresciuti del 3,5% rispetto al 2018. In rapporto al reddito disponibile, a fine 2019 i debiti delle famiglie verso banche e società finanziarie erano il 61,9%.
Rispetto alla media dell’area euro (95%), si tratta di un valore nettamente inferiore, soprattutto in ragione del volume più basso dei finanziamenti per l’acquisto di abitazioni. L’espansione dei mutui è infatti proseguita a ritmi moderati (+2,5%). Molto più sostenuto il ritmo di crescita dell’indebitamento per finalità di consumo che non riguarda l’acquisto di un immobile, con un +8,6% rispetto all’anno precedente.
Tale crescita sostenuta continua dal 2015, con un’incidenza sul reddito disponibile che è superiore in Italia rispetto alla media dell’area. Questi debiti incidono infatti per il 12,9% sul reddito degli italiani (contro il 10,5% di media europea), in crescita rispetto al 9,2% del 2007 (quando in Europa il peso era dell’11,4%).
Tra le famiglie che hanno chiesto nuovi prestiti, circa il 50% ha un’elevata capacità di sostenerne gli oneri, mentre il resto ha un livello di capacità medio-bassa di restituzione.
Il ruolo della consulenza nella gestione degli investimenti
Dal quadro delineato da Banca d’Italia, emerge ancora una volta l’eccessiva immobilizzazione dei risparmi, con un terzo “fermo” in depositi o Titoli di Stato, poco redditizi. Resta positiva la crescita del risparmio gestito, che offre strumenti in linea con le diverse esigenze di redditività, sicurezza e mantenimento della liquidità. Tuttavia, c’è ancora molto da fare per raggiungere la media europea.
Il ruolo della consulenza sarà fondamentale nell’aiutare le famiglie a gestire in modo efficiente i loro patrimoni. Questo lavoro diventa fondamentale se si pensa, ad esempio, al tema dell’indebitamento. Il fatto che metà delle famiglie abbia una capacità medio-bassa di restituzione significa che molte hanno alte probabilità di trovarsi in difficoltà nel realizzare il proprio progetto di vita, soprattutto in caso di spese impreviste. Al contrario, una corretta allocazione dei risparmi può consentire di evitare o ridurre l’indebitamento, soprattutto nei casi in cui non c’è un’alta capacità di restituzione.


