Marzo 2025: Mercati sotto pressione tra politica e banche centrali
Il mese di marzo si apre con un interrogativo chiave: i mercati riusciranno a reggere l’urto della politica? Storicamente, marzo ha registrato una performance media positiva per l’S&P 500 (+1,3% dal 2000 al 2025), anche se risulta meno performante rispetto a novembre (+2,2%) e aprile (+1,6%). Tuttavia, negli anni post-elettorali, il mese ha spesso mostrato segni di debolezza nella seconda metà.
A complicare lo scenario, il 2025 si presenta con una volatilità elevata, alimentata da una serie di fattori critici: il Triple Witching del 21 marzo, il ribilanciamento dei portafogli istituzionali, le decisioni di Fed e BCE e il ritorno delle tensioni commerciali con Donald Trump in prima linea.
Trump riaccende la guerra commerciale: impatto globale sui mercati
L’escalation dei dazi
Gli Stati Uniti tornano alla politica protezionistica con un drastico aumento dei dazi. Donald Trump ha imposto tariffe del 25% sulla maggior parte delle importazioni da Canada e Messico e ha raddoppiato al 20% quelle sui prodotti cinesi. L’escalation interessa un volume di importazioni pari a 1.500 miliardi di dollari, portando i dazi USA ai livelli più alti dal 1943.
Effetti immediati sui mercati
L’impatto è stato immediato:
- L’S&P 500 ha perso l’1,8% in un solo giorno.
- Il sell-off si è propagato ai mercati asiatici e alle valute emergenti.
- Il dollaro canadese e il peso messicano hanno subito un forte deprezzamento.
- Le borse europee temono un’escalation di ritorsioni commerciali.
Le contromisure internazionali
Le reazioni non si sono fatte attendere:
- Il Canada ha introdotto dazi del 25% su 30 miliardi di dollari di prodotti americani.
- La Cina ha aggiunto dieci aziende americane alla lista nera e introdotto nuovi dazi su cotone, pollo e soia.
- Il Messico potrebbe annunciare misure simili nei prossimi giorni.
La situazione ricorda il 2018, quando la guerra commerciale tra USA e Cina portò a correzioni a doppia cifra sugli indici globali. Il rischio di un simile scenario è concreto.
Marzo 2025: un mese di alta selettività
Con il ritorno delle tensioni commerciali, le incertezze sulle politiche delle banche centrali e un mercato volatile, la gestione del rischio diventa prioritaria.
Il sentiment di mercato
- Il Fear & Greed Index è in territorio di estrema paura (24 punti al momento della stesura).
- I dati manifatturieri deboli rafforzano i timori di una frenata dell’economia globale.
- Il modello GDPNow della Fed di Atlanta ha rivisto al ribasso la crescita del PIL USA per il primo trimestre, passando da +2,3% a -2,8% in sole due settimane.
- Il pessimismo tra gli investitori è in aumento: il 61% degli intervistati prevede un calo dei mercati nei prossimi sei mesi, rispetto alla media storica del 31%.
La stagionalità di marzo suggerisce un mese solitamente positivo, ma le incertezze attuali rendono essenziale un approccio prudente.
Banche centrali: il vero ago della bilancia
Se le tensioni commerciali sono un fattore di rischio, la politica monetaria resta il principale driver dei mercati.
La BCE tra inflazione e crescita
Il 6 marzo, la Banca Centrale Europea dovrà prendere una decisione cruciale: tagliare i tassi per sostenere l’economia o mantenere un approccio prudente per evitare un rimbalzo dell’inflazione? Attualmente, il mercato sconta tre tagli nel 2024, ma l’incertezza resta elevata.
La Fed e le aspettative di tagli
Più attesa ancora è la riunione della Fed del 19 marzo, in cui Jerome Powell dovrà chiarire se i tagli ai tassi arriveranno prima dell’estate o se le aspettative del mercato sono eccessivamente ottimistiche.
Le altre banche centrali in azione
La settimana si concluderà con le decisioni di Bank of England, Bank of Japan e Swiss National Bank, in un contesto che potrebbe mettere sotto stress i mercati valutari e obbligazionari.
Come navigare un marzo complesso
Marzo 2025 si prospetta un mese di alta incertezza e volatilità. Gli investitori dovranno bilanciare l’ottimismo stagionale con il peso delle tensioni geopolitiche e delle decisioni delle banche centrali.
Cosa monitorare:
- L’evoluzione della guerra commerciale tra USA, Cina, Canada e Messico.
- Le decisioni delle banche centrali, in particolare Fed e BCE.
- Gli indicatori di rischio di mercato, come il Fear & Greed Index e i dati macroeconomici.
In un contesto simile, la selettività negli investimenti e una gestione attenta del rischio saranno fondamentali per affrontare un mercato imprevedibile.


