Tecnologia e protezione: il futuro secondo Aiba
Durante il convegno Aiba svoltosi a Roma, esponenti di spicco del mondo accademico, assicurativo e del welfare hanno riflettuto su come la tecnologia possa rispondere alle sfide cruciali del nostro tempo: il cambiamento climatico e l’invecchiamento della popolazione.
Prevenzione e sostenibilità: un binomio possibile
L’innovazione tecnologica si rivela un alleato strategico nella promozione della prevenzione. Dalla salute pubblica alla salvaguardia degli ecosistemi, le nuove soluzioni digitali permettono interventi tempestivi, con un impatto positivo anche sul contenimento dei costi pubblici e degli indennizzi assicurativi.
L’obiettivo è ambizioso: costruire un Paese più resiliente, capace di affrontare con efficienza le emergenze del presente e del futuro.
“Tech to Protect”: la tecnologia al servizio di cittadini e imprese
Il convegno, dal titolo “Tech to protect: il Broker e l’innovazione tecnologica nella protezione di ecosistema, imprese e cittadini”, ha riunito voci autorevoli per una riflessione condivisa.
Voci autorevoli a confronto
Tra i protagonisti:
- Riccardo Cesari, consigliere Ivass
- Giovanni Liverani, presidente Ania
- Edoardo Croci, docente Bocconi
- Umberto Guidoni, Ania
- Laura Pulcini, Adoc
- Luca Foresti, First Principles
- Massimo Franzoni, Università di Bologna
- Giovanna Melandri, Human Foundation
Un confronto vivace su come la tecnologia possa essere il cardine per una società più protetta e più sostenibile.
Cambiamento climatico e rischio catastrofi: servono soluzioni strutturali
Il presidente di Aiba, Flavio Sestilli, ha sottolineato l’urgenza di politiche strutturate contro il climate change.
“La sostenibilità non è più un’opzione, è una necessità”, ha affermato.
Anche il recente Decreto Cat Nat, che proroga l’obbligo per le imprese di assicurarsi contro i rischi catastrofali, è un passo avanti, ma non basta. Serve una strategia articolata di prevenzione, mitigazione e adattamento, con il supporto delle istituzioni per la messa in sicurezza del territorio.
L’Italia che invecchia: la sfida della longevità
Un altro nodo cruciale riguarda l’evoluzione demografica del nostro Paese. Oggi gli over 65 sono il 14%, ma nel 2050 rappresenteranno il 34,5%. Allo stesso tempo, il crollo della natalità è allarmante: dai 577mila nati nel 2008 ai soli 379mila nel 2023.
Impatti economici e sociali
Questa trasformazione incide pesantemente su:
- sanità e assistenza
- sistema pensionistico
- mercato del lavoro
Occorre quindi ripensare il welfare: più territoriale, più digitale, più integrato. E qui, ancora una volta, la tecnologia diventa uno strumento fondamentale, dalla diagnostica avanzata alla protezione ambientale.
Un nuovo paradigma per il settore assicurativo
Per il settore assicurativo e per i broker, l’innovazione tecnologica non è solo una sfida, ma una straordinaria opportunità.
“Con l’analisi dei dati e l’intelligenza artificiale possiamo prevenire i rischi prima che si manifestino”, ha spiegato Sestilli.
Nasce così il concetto di Impact Underwriting: non più solo risarcire, ma agire per ridurre il rischio, promuovere benessere, aumentare la resilienza sociale.
Il valore sociale del Broker 4.0
Oggi il Broker non è più solo un intermediario, ma si trasforma in un partner strategico per aziende e individui.
Grazie alla tecnologia, il Broker è in grado di:
- leggere i segnali del cambiamento sociale
- offrire consulenza mirata e personalizzata
- rappresentare le nuove esigenze del mercato
E soprattutto, è sempre più vicino anche ai privati cittadini, aiutandoli a pianificare la propria protezione in un mondo che cambia rapidamente.
Innovazione come motore di resilienza
Dall’ambiente alla salute, dall’economia alla società, l’innovazione tecnologica non è più un’opzione ma una leva essenziale. Il convegno Aiba ha mostrato come il futuro della protezione passi per la collaborazione tra tecnologia, istituzioni e professionisti.
Un futuro dove il Broker diventa guida e interprete del cambiamento.


