Negli ultimi quattro anni i reati informatici contro le imprese italiane sono cresciuti del 45,5%, secondo l’allarme lanciato da Confartigianato. L’indagine mette in luce come il cybercrime rappresenti ormai il 35,5% di tutti i reati a danno delle aziende, con un’incidenza quasi doppia rispetto alla media europea.
In questo scenario, la polizza Cyber Risk non è più un’opzione accessoria, ma uno strumento essenziale per tutelare il patrimonio digitale e garantire continuità operativa.
Cybercrime: un rischio concreto per le imprese italiane
L’aumento degli attacchi informatici non riguarda solo le grandi multinazionali: anche le PMI sono sempre più esposte a ransomware, phishing, data breach e frodi online.
Confartigianato evidenzia come le regioni più colpite siano Toscana (+88,3%), Veneto (+63,7%) e Marche (+56%), seguite da Puglia, Lazio ed Emilia-Romagna.
La diffusione del digitale ha reso le aziende più produttive e competitive, ma allo stesso tempo più vulnerabili. Un singolo attacco può provocare:
- Blocco dell’attività per giorni o settimane.
- Perdita di dati sensibili di clienti e fornitori.
- Sanzioni per violazione del GDPR.
- Danni reputazionali difficili da recuperare.
La risposta del mercato: la polizza Cyber Risk
Per mitigare questi rischi, sempre più aziende stanno ricorrendo alla copertura assicurativa Cyber Risk, un prodotto pensato per proteggere dai danni economici e legali derivanti da incidenti informatici.
Cosa copre una polizza Cyber Risk
- Costi di ripristino dei sistemi informatici e dei dati compromessi.
- Risarcimenti a terzi in caso di divulgazione di dati sensibili o danni subiti dai clienti.
- Spese legali e peritali per gestire il sinistro.
- Interruzione di attività con indennizzi per mancato guadagno.
- Supporto in caso di attacco ransomware, compreso il negoziato con i cyber criminali.
Alcune polizze includono persino servizi di cyber security preventiva, come test di vulnerabilità e formazione per il personale.
Il divario tra consapevolezza e protezione
Secondo Confartigianato, l’83,1% degli imprenditori italiani considera la cybersicurezza un tema prioritario, ma solo il 42,6% delle imprese ha realmente investito in soluzioni adeguate.
Ancora più allarmante è il dato sulle competenze: il 22,8% delle imprese fatica a reperire specialisti di sicurezza informatica, lasciando un vuoto che rende più difficile difendersi.
In questo contesto, la polizza Cyber Risk rappresenta un alleato strategico: non sostituisce la sicurezza tecnica, ma la integra e garantisce un paracadute economico in caso di attacco.
Perché ogni PMI dovrebbe valutare una polizza Cyber Risk
Molte piccole e medie imprese credono di non essere un target interessante per gli hacker, ma in realtà sono proprio i bersagli più facili: hanno infrastrutture meno complesse e difese spesso carenti.
Una copertura assicurativa mirata può fare la differenza tra un attacco gestito con costi limitati e una crisi capace di mettere a rischio la sopravvivenza dell’azienda.
Conclusione
Il cybercrime è una minaccia reale e crescente, con un ritmo di crescita del +45,5% in soli quattro anni.
Le aziende italiane devono agire su due fronti: rafforzare la propria sicurezza informatica e proteggersi con una polizza Cyber Risk, in grado di coprire i danni diretti e indiretti derivanti da un attacco.
Come ricorda Confartigianato, la digitalizzazione non può prescindere dalla sicurezza: il futuro delle imprese passa anche dalla capacità di proteggere il proprio patrimonio digitale.


