Il DDL Prestazioni Sanitarie: un passo concreto per rivoluzionare la sanità pubblica italiana
Con l’approvazione al Senato del Disegno di Legge sulle Prestazioni Sanitarie, il Governo compie un passo importante verso la modernizzazione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Dopo l’introduzione del Decreto Liste d’Attesa, il nuovo provvedimento prosegue in modo coerente e strutturato il percorso di riforma, ponendo al centro l’accesso equo e tempestivo alle cure sanitarie per tutti i cittadini.
Il testo, articolato in 26 articoli, è ora atteso alla Camera dei Deputati, dove si auspica una rapida approvazione per tradurre le misure in atti concreti. In un contesto in cui le liste d’attesa rappresentano una delle principali criticità della sanità italiana, il DDL introduce novità sostanziali e ambiziose, volte a rafforzare l’efficienza del sistema sanitario, promuovere la trasparenza e valorizzare le risorse professionali.
Un problema annoso: le liste d’attesa fuori controllo
Da oltre un decennio, le liste d’attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici hanno subito un incremento costante, fino a diventare un vero e proprio ostacolo all’accesso alle cure tempestive, soprattutto per chi è affetto da patologie oncologiche o condizioni croniche gravi. Nonostante la normativa vigente imponga tempi massimi di attesa per le prestazioni rientranti nei LEA, in molte realtà territoriali questi limiti risultano ampiamente disattesi.
La mancanza di un coordinamento nazionale efficace, unita alla variabilità delle risposte regionali, ha contribuito ad alimentare disparità territoriali inaccettabili. Il nuovo DDL nasce proprio con l’intento di colmare questi divari e ripristinare l’equità di accesso alle cure.
Coordinamento nazionale: nasce il SINGLA
Una cabina di regia centrale per monitorare e intervenire
La misura più strutturale del DDL è l’istituzione del SINGLA (Sistema Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa), che fungerà da organo centrale per coordinare le azioni regionali, garantire uniformità nei tempi di erogazione delle prestazioni e fornire un monitoraggio costante dell’efficienza del sistema.
L’obiettivo è duplice:
- Assicurare il rispetto dei tempi stabiliti per ogni classe di priorità;
- Ridurre in modo strutturale le liste di attesa, superando la frammentazione delle strategie adottate a livello locale.
Nuove responsabilità per i professionisti sanitari
Prescrizione medica basata su criteri clinici precisi
Il DDL valorizza il ruolo del medico, restituendogli piena centralità nella valutazione del bisogno di cura. Sarà infatti il medico prescrittore, in base alla situazione clinica del paziente, a determinare:
- la diagnosi, la prognosi e il trattamento;
- la classe di priorità dell’intervento;
- il quesito diagnostico, secondo criteri codificati a livello internazionale, così da uniformare le modalità di prescrizione su tutto il territorio nazionale.
Questa innovazione punta a garantire appropriatezza prescrittiva, prevenendo abusi o richieste improprie, e migliorando l’organizzazione delle agende cliniche.
Maggiore controllo e responsabilizzazione del management sanitario
Verifica dei risultati e sanzioni in caso di inadempienza
Per rendere realmente efficace l’azione di governo, il DDL introduce strumenti di valutazione oggettiva dell’operato dei direttori generali delle aziende sanitarie. In caso di mancato rispetto dei tempi d’attesa, sono previste misure correttive e sanzionatorie.
In parallelo, viene istituito un registro nazionale delle segnalazioni, accessibile ai cittadini, per denunciare disservizi e disfunzioni. Si tratta di un passo importante verso una sanità più trasparente e partecipata.
Personale sanitario: valorizzazione e flessibilità
Coinvolgimento degli specialisti e ampliamento delle opportunità professionali
Per affrontare il problema della carenza di medici e recuperare le prestazioni arretrate, il DDL prevede:
- l’attivazione su base volontaria degli specialisti ambulatoriali interni, con fondi dedicati per il 2025-2026;
- la possibilità di conferire incarichi libero-professionali anche agli specializzandi, contribuendo a integrarli più rapidamente nel sistema;
- la proroga fino a 72 anni della permanenza in servizio per i docenti strutturati del SSN, fino al 31 dicembre 2026.
Queste misure mirano a rendere il sistema più flessibile e resiliente, adattandosi alla crescente domanda sanitaria.
Nuove regole per il personale: meno gettonisti, più contratti stabili
Il DDL introduce un’alternativa strutturata al fenomeno dei gettonisti: le Regioni potranno stipulare contratti di collaborazione coordinata e continuativa con medici, dirigenti sanitari e professionisti del comparto.
L’obiettivo è garantire continuità assistenziale e contenere la spesa, che oggi risulta spesso sproporzionata e poco giustificata per il personale assunto tramite cooperative esterne.
Ruolo del privato accreditato e razionalizzazione dei servizi
Più spazio al privato convenzionato, ma con regole chiare
Per far fronte alla domanda crescente, viene aumentato il tetto di spesa per le prestazioni rese dai soggetti privati accreditati, con un incremento dello 0,5% nel 2025 e dell’1,0% nel 2026.
In parallelo, si avvia una riorganizzazione dei laboratori convenzionati, che dovranno rispettare soglie minime di attività per continuare a operare, favorendo così l’accorpamento e l’efficientamento delle strutture meno performanti.
Digitalizzazione e innovazione: la sanità entra nel futuro
Telemedicina e strumenti intelligenti per medici di famiglia
Il DDL prevede un fondo di 3 milioni di euro destinato a:
- Ridurre gli accessi impropri al Pronto Soccorso;
- Acquistare strumenti digitali per medici di medicina generale e pediatri (gestione appuntamenti, comunicazioni, telemedicina);
- Promuovere l’uso di televisite anche per le certificazioni di malattia.
Una vera e propria rivoluzione, che punta a rendere la sanità più vicina al cittadino anche attraverso la tecnologia.
Valutazione delle performance e premi per chi raggiunge gli obiettivi
Il DDL introduce un sistema di valutazione premiata, che valorizza gli enti e le Regioni che rispettano i tempi massimi di attesa per i LEA. I risultati raggiunti diventeranno parte integrante della valutazione dei direttori generali e potranno influenzare l’erogazione di indennità di risultato.
Prevenzione e salute mentale: due pilastri del nuovo modello
Potenziamento della rete di salute mentale
Prevista l’assunzione a tempo indeterminato di figure chiave come psichiatri, psicologi, terapisti della riabilitazione e assistenti sociali, con l’obiettivo di rafforzare i dipartimenti di salute mentale, spesso carenti di personale e risorse.
Screening oncologici più inclusivi
Finanziate le campagne di screening per il tumore al seno, estese alle fasce di età 45-50 e 70-74 anni. Lo stanziamento previsto è di 3 milioni nel triennio 2025-2027.
Formazione dirigenziale e nuove opportunità gestionali
Nasce la Scuola nazionale dell’alta amministrazione sanitaria
Per affrontare con competenza le sfide gestionali del sistema sanitario, verrà istituita una scuola di formazione nazionale per manager sanitari, con l’obiettivo di costruire una nuova classe dirigente capace, moderna e orientata ai risultati.
Estensione e deroghe transitorie
Il provvedimento si applica anche alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e Bolzano. Inoltre, fino a dicembre 2026, sarà possibile derogare al limite massimo di posti letto ospedalieri privati accreditati, per far fronte alle esigenze di ricovero.
Una riforma concreta, orientata all’efficienza e alla giustizia sociale
Il DDL Prestazioni Sanitarie rappresenta un tassello fondamentale nella ridefinizione del Sistema Sanitario Nazionale, orientato non solo alla riduzione delle liste d’attesa, ma anche al miglioramento complessivo della qualità e della governance sanitaria. Con l’approvazione definitiva alla Camera, il Paese potrà contare su strumenti più efficaci, trasparenti e moderni per garantire il diritto alla salute in modo equo e sostenibile.


