Nel 2025 il furto di moto e scooter continua a essere una delle principali emergenze per chi vive nelle grandi città italiane. Secondo i più recenti dati elaborati da Dueruote e Il Sole 24 Ore, nel 2024 sono stati rubati oltre 31.700 veicoli a due ruote, e solo il 43% è stato ritrovato.
Un dato che, seppur stabile rispetto agli anni precedenti, conferma la gravità del fenomeno e l’importanza di scegliere la giusta assicurazione furto moto.
Le città italiane più colpite nel 2025
Le città con il più alto numero di furti di moto e scooter restano quelle con densità urbana elevata e grandi flussi di mezzi. In cima alla classifica troviamo Palermo, che anche nel 2025 si conferma la provincia più colpita, con un’incidenza altissima di denunce rispetto alla popolazione. Subito dopo c’è Napoli, dove il numero di furti resta tra i più elevati a livello nazionale, seguita da Livorno e Roma, entrambe con tassi che superano le 120 denunce ogni 100.000 abitanti. Chiude la top five Milano, dove il fenomeno, pur in calo rispetto al 2023, continua a rappresentare un rischio concreto per i motociclisti.
Oltre a queste, anche Catania, Genova, Trieste, Firenze e Imperia mostrano numeri preoccupanti, con trend in aumento nei mesi estivi, quando i mezzi vengono parcheggiati più spesso su strada e per periodi prolungati.
Le regioni più colpite e i modelli più rubati
A livello regionale, i furti si concentrano principalmente nel Lazio, in Campania e in Sicilia, dove si registra la maggior parte dei casi. Seguono Lombardia e Puglia, con numeri comunque significativi.
Per quanto riguarda i modelli più rubati, l’incontrastato primato spetta ancora una volta all’Honda SH, lo scooter più diffuso in Italia, con oltre 8.000 furti ogni anno.
Subito dopo troviamo il Piaggio Liberty, l’Aprilia Scarabeo, il Kymco Agility e il Yamaha T-Max, quest’ultimo tra i veicoli con più basso tasso di recupero, appena il 32%.
I motivi del successo di questi mezzi tra i ladri sono evidenti: sono molto diffusi, facili da rivendere o smontare per pezzi di ricambio e spesso parcheggiati in aree pubbliche non sorvegliate.
Perché alcuni furti restano irrisolti
La percentuale di veicoli ritrovati dopo il furto rimane bassa per diversi motivi. Le moto e gli scooter sono facili da nascondere o trasportare rapidamente, spesso finiscono all’estero o vengono smontati in poche ore.
Nelle grandi città, inoltre, il sovraccarico delle autorità e la scarsità di sistemi di videosorveglianza rendono difficile individuare i responsabili.
Infine, molti veicoli non dispongono di dispositivi di tracciamento o antifurti elettronici efficaci, aumentando le probabilità di perdita definitiva.
Cosa copre l’assicurazione furto moto
La polizza furto e incendio moto o scooter rappresenta oggi uno strumento essenziale per chi vive in aree a rischio. Tuttavia, è importante leggere attentamente le clausole del contratto.
Alcune polizze coprono solo il valore commerciale del veicolo al momento del furto, altre prevedono il valore a nuovo nei primi mesi dall’acquisto, offrendo una tutela maggiore.
Molti contratti impongono condizioni specifiche sul luogo del furto: per esempio, alcune assicurazioni non risarciscono se il veicolo è stato rubato in strada senza antifurto o in zone considerate “non custodite”.
Un’altra variabile è la franchigia, cioè la parte del danno che resta a carico dell’assicurato.
In caso di furto, la denuncia deve essere presentata immediatamente alle autorità e poi inoltrata alla compagnia assicurativa entro i termini indicati in polizza, di solito 3 o 5 giorni.
Come ridurre il rischio di furto
Per limitare il rischio è consigliabile combinare misure fisiche e assicurative.
Usare un antifurto meccanico robusto, un blocca disco e un localizzatore GPS può fare la differenza.
Parcheggiare in luoghi illuminati o custoditi e assicurare sempre il mezzo con una copertura completa contro il furto, soprattutto se si vive o si lavora in città ad alto rischio come Palermo, Napoli o Roma, resta la migliore strategia di difesa.
Conclusione
Il 2025 conferma che i furti di moto e scooter non sono un fenomeno in calo, ma un rischio concreto che varia molto a seconda della zona e del modello di veicolo.
Chi possiede una due ruote deve quindi pensare alla prevenzione fisica e a una copertura assicurativa solida, per evitare di subire danni economici importanti e rimanere senza tutela.

