Il cambiamento del rapporto degli italiani con il risparmio: una nuova prospettiva

Come cambia il rapporto degli italiani con il risparmio

Tra prudenza, innovazione e nuove consapevolezze

L’Italia è storicamente un Paese di risparmiatori. Tuttavia, il contesto attuale ha spinto milioni di famiglie a rivedere i propri comportamenti finanziari. L’inflazione crescente, l’insicurezza globale e la digitalizzazione hanno segnato una nuova era per il risparmio privato: da semplice tesoretto a risorsa da gestire in modo attivo, consapevole e strategico.

Una fotografia dell’Italia che risparmia

L’84,5% ha risorse accantonate o capacità di risparmiare

Secondo il rapportoPragmatismo e progresso, la buona esperienza italiana”, realizzato da Censis e Assogestioni, ben l’84,5% degli italiani ha risparmi accumulati nel tempo oppure riesce tuttora a risparmiare. Solo il 15,5% non ha risparmi né la capacità attuale di metterne da parte. Questo dato sottolinea la resilienza economica delle famiglie italiane, nonostante il clima di incertezza.

Il risparmio come strumento di realizzazione personale

Per la maggioranza degli italiani, il risparmio ha un significato che va oltre la sicurezza: rappresenta la possibilità di realizzare i propri sogni e quelli della propria famiglia. L’82,8% degli intervistati lo percepisce come un mezzo per progettare il futuro, dalla casa alla salute, fino al benessere dei figli. Un sentimento condiviso in modo trasversale: dai giovani (79,5%) agli anziani (82,2%).

Il contante non basta più

La liquidità perde il suo ruolo di scudo

Una delle grandi trasformazioni emerse negli ultimi anni riguarda la percezione della liquidità. Se un tempo “tenere da parte” era sinonimo di sicurezza, oggi per il 70,2% dei risparmiatori non è più così. L’inflazione ha ridotto il potere d’acquisto dei soldi fermi, portando molti italiani a investire il surplus rispetto a ciò che è strettamente necessario.

Cambiamenti diffusi in tutte le fasce di reddito

Questa nuova mentalità coinvolge tutte le fasce sociali: il 68,3% dei redditi bassi e il 73,3% dei medio-alti condividono l’idea che la liquidità non rappresenti più una garanzia. Il 54,7% preferisce mantenere solo il minimo indispensabile in contanti, allocando il resto in forme di investimento più redditizie e dinamiche.

Il ritorno degli investimenti

Cresce l’interesse per strumenti a medio-lungo termine

L’Italia sta riscoprendo la cultura dell’investimento. Il 46,9% dei risparmiatori già investe in strumenti finanziari, mentre un altro 29,3% ha manifestato l’intenzione di iniziare. Solo il 23,8% preferisce restare su soluzioni liquide. Interessante notare come la propensione agli investimenti aumenti con l’età adulta, ma anche i giovani (48,2%) stanno guadagnando terreno.

Si guarda al futuro: aumentano gli orizzonti temporali

La tendenza a pianificare nel lungo periodo è in crescita: se nel 2022 il 47,9% era disposto a investire per almeno 5 anni, nel 2025 questa percentuale è salita al 60%. Un segnale di maturità finanziaria e maggiore fiducia nelle prospettive del risparmio gestito.

Quali strumenti finanziari preferiscono gli italiani?

Tra titoli di Stato, fondi comuni, ETF e PIR

Il panorama delle scelte è molto articolato e riflette una maggiore capacità di diversificazione. I più richiesti sono:

  • Titoli di Stato (36,7%)
  • Buoni postali (29%)
  • Fondi comuni di investimento (28,7%)
  • Azioni (27,3%)
  • Conti deposito (26%)

Seguono altri strumenti più sofisticati o legati al risparmio gestito, come le polizze assicurative, i PAC, le obbligazioni corporate, gli ETF e i PIR. Il 70,5% dei risparmiatori dichiara che investirebbe in almeno due strumenti diversi, a dimostrazione di una crescente consapevolezza della necessità di diversificare il portafoglio.

Il consulente finanziario: guida affidabile e strategica

Un rapporto basato sulla fiducia

Il consulente finanziario gioca un ruolo centrale nella gestione del risparmio. Il 29,2% degli italiani si affida direttamente a un professionista, mentre un altro 13% lo fa tramite banca. Le relazioni con i consulenti sono spesso di lunga durata: quasi il 30% dura da oltre 6 anni.

Accompagnamento e informazione personalizzata

I risparmiatori cercano supporto non solo tecnico, ma anche relazionale: vogliono essere accompagnati nella comprensione dei mercati, delle tendenze globali e delle strategie migliori per il loro profilo. Il consulente diventa quindi un punto di riferimento stabile, soprattutto in periodi di incertezza economica.

Cresce la voglia di capire

Le fonti di informazione economica e finanziaria

Ben 9 italiani su 10 si informano regolarmente su temi economici. Le fonti più utilizzate sono:

  • Consulenti finanziari (39,6%)
  • Internet (32,5%)
  • TV e radio (22,3%)
  • Familiari e amici (22,3%)
  • Giornali e siti istituzionali

Il 59,9% utilizza almeno due fonti diverse. Questo indica un approccio critico e attento verso le scelte finanziarie, sostenuto anche da un crescente interesse per l’educazione finanziaria: il 58,8% sarebbe disposto a dedicare tempo per migliorare le proprie competenze.

Attenzione alle truffe: rischio in aumento

Cresce l’offerta ingannevole di investimenti “miracolosi”

Le tentate truffe legate al risparmio sono sempre più diffuse. Il 47,8% degli italiani ha ricevuto offerte sospette via social o telefonate legate al trading online. Il 51,9% ha ricevuto comunicazioni da fonti dubbie per ottenere dati sensibili. Le fasce più colpite? I giovani e gli adulti.

Più cautela e prudenza

Alla luce di questi rischi, cresce la prudenza: l’88,1% è oggi più cauto nel gestire i propri soldi. Gli italiani sono diventati particolarmente diffidenti verso promesse di rendimenti esagerati, proposte aggressive o investimenti concentrati in un solo strumento.

Tecnologia e finanza: binomio in evoluzione

Digitalizzazione apprezzata, ma con regole chiare

La tecnologia non spaventa gli italiani, che ormai la usano quotidianamente per operazioni bancarie e pagamenti. Il 67% fa operazioni online, oltre la metà usa app per inviare denaro e il 70,5% apprezza le soluzioni digitali che semplificano la gestione del denaro.

Tuttavia, l’adozione digitale deve essere regolata e sicura: il 91,2% richiede tutela della privacy, e l’84,1% teme che le tecnologie possano aumentare le disuguaglianze.

Verso un risparmio più evoluto

Pragmatismo, fiducia e nuove opportunità

Il risparmiatore italiano di oggi è più informato, prudente e aperto al cambiamento. Se da un lato conserva la storica tendenza all’accumulo, dall’altro inizia a vedere nel risparmio uno strumento di crescita personale e familiare. Accompagnato da consulenti affidabili, con il supporto della tecnologia e guidato da un sano pragmatismo, l’Italia si prepara ad affrontare il futuro finanziario con rinnovata fiducia.

Fonte: a cura della Redazione di KTS Finance, info@ktsfinance.com

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