Follow-up sull’indagine sulla chiarezza dei contratti assicurativi: un passo verso la semplificazione
Nel 2024, l’Istituto di Vigilanza ha pubblicato i risultati del follow-up della sua indagine sulla chiarezza dei contratti assicurativi, svolta da LPC Research per Ivass. Questo studio ha confermato i progressi fatti rispetto alla prima rilevazione nel 2022, ma ha anche messo in luce alcune aree che necessitano ancora di miglioramenti. In un mondo dove la complessità linguistica dei contratti può creare confusione, questo follow-up offre uno spunto di riflessione sulla direzione da prendere.
Un linguaggio ancora complesso, ma migliorato
Uno dei temi principali emersi è che, nonostante i miglioramenti, i contratti assicurativi continuano ad essere scritti in un linguaggio considerato troppo complesso. Ciò contribuisce a generare incertezze tra i potenziali assicurati, rendendo difficile per molti comprendere appieno le condizioni offerte. Tuttavia, rispetto al passato, la situazione sembra essere migliorata, almeno in termini di chiarezza.
Analisi dei risultati: l’indice Gulpease e la semplificazione sintattica
L’indice Gulpease: un indicatore di leggibilità migliorato
Per valutare la leggibilità dei contratti, è stato utilizzato l’indice Gulpease, che misura quanto un testo sia facile o difficile da leggere in italiano. I dati raccolti nel 2024 hanno mostrato un netto miglioramento rispetto al 2022: l’indice Gulpease medio è passato da 44,24 a 47,34, avvicinandosi sempre più al valore di 54,90, che rappresenta la leggibilità ottimale (come quella della Costituzione italiana). Questo segna un avanzamento significativo nella semplificazione dei testi, con ben 23 contratti su 26 che hanno registrato un miglioramento.
Riduzione della complessità sintattica
Sono emersi anche cambiamenti positivi riguardo alla struttura grammaticale. La lunghezza media delle frasi è passata da 24,64 a 20,72 parole per periodo, e il numero medio di proposizioni per frase è diminuito da 2,09 a 1,89. Questo avvicina i contratti al valore della Costituzione (1,37), suggerendo un’attenzione maggiore a ridurre la complessità sintattica.
Inoltre, la percentuale di subordinate è scesa drasticamente, passando dal 21,64% all’8,46%, indicando un miglioramento nel livello di comprensibilità dei testi.
Un miglioramento nella clausola sulle dichiarazioni del contraente
Particolare attenzione è stata data alla clausola relativa alle dichiarazioni del contraente/assicurato. Qui l’indice Gulpease medio è aumentato significativamente, passando da 32 a 44,28, un segno positivo, anche se il range di variabilità tra i contratti rimane ampio.
Gli aspetti qualitativi: grafica e struttura dei contratti
Sul piano qualitativo, la ricerca ha evidenziato che il 23% delle compagnie assicurative ha introdotto interventi significativi per migliorare i testi. Il 54% ha apportato modifiche positive, seppur non sempre coerenti in tutto il contratto. Il restante 23% ha mantenuto i testi invariati.
Un aspetto positivo riguarda anche la struttura grafica dei contratti: l’uso di sezioni, moduli e icona ha reso i contratti più accessibili. Nonostante ciò, permangono ancora tracce di rigidità linguistica e di un linguaggio burocratico, che però è stato parzialmente compensato dall’introduzione di elementi più inclusivi e chiari.
Il commento dell’Ivass: la strada della semplificazione è ancora lunga
Il segretario generale dell’Ivass, Stefano De Polis, ha commentato i risultati sottolineando due aspetti fondamentali. Il primo riguarda il fatto che la strada della semplificazione, se perseguita con impegno, sta già dando buoni frutti. Il secondo, tuttavia, mette in evidenza che questi miglioramenti devono essere tradotti in modo sistematico in una maggiore chiarezza e semplicità in ogni aspetto del contratto, in modo che il linguaggio sia sempre chiaro e comprensibile per il consumatore.
Un processo di semplificazione ancora in corso
I risultati dell’indagine mostrano che, sebbene siano stati fatti significativi progressi nella chiarezza dei contratti assicurativi, c’è ancora lavoro da fare. La semplificazione del linguaggio e della struttura dei contratti è un processo in continua evoluzione, ma gli interventi migliorativi sono già visibili. L’obiettivo ora è proseguire su questa strada, puntando a una comunicazione sempre più chiara e trasparente per i consumatori.


