Libere Professioni: Uno Sguardo Approfondito sullo Scenario Attuale

Il Declino delle Libere Professioni in Italia: L’Analisi di Confprofessioni

Il panorama delle libere professioni in Italia ha subito una significativa svolta nel 2022, come riportato nell’VIII Rapporto di Confprofessioni presentato oggi a Roma. La cerimonia, presieduta dal ministro del Lavoro, Marina Elvira Calderone, ha evidenziato una congiuntura negativa e un declino demografico che gravano pesantemente sul settore.

Sfide e Dati Preoccupanti

La crisi si manifesta con chiarezza nei numeri: nel 2022, oltre 53 mila liberi professionisti hanno abbandonato la loro attività, interrompendo così più di dieci anni di crescita continua. La cifra totale si attesta a 1.349.000 unità, segnando una flessione del 3,7% rispetto all’anno precedente. Inoltre, nell’arco degli ultimi quattro anni, circa 76 mila professionisti hanno gettato la spugna, con una variazione negativa del 5%.

Impatto sull’Occupazione e Disuguaglianze Territoriali

Il settore professionale contrasta nettamente con le dinamiche occupazionali generali dell’Italia. Tra il 2018 e il 2022, il numero complessivo di occupati è cresciuto dello 0,6%, ma questo incremento è stato quasi esclusivamente nel lavoro dipendente, che ha guadagnato oltre 765 mila unità. Al contrario, il lavoro indipendente ha subito una perdita di 291 mila posti di lavoro nello stesso periodo. Inoltre, a livello europeo, l’Italia perde la leadership con 48 liberi professionisti ogni mille occupati, cedendo il primato ai Paesi Bassi con 50 professionisti per mille occupati.

Sfide Demografiche e Rilievo Europeo

L’incertezza economica e il declino demografico influiscono notevolmente sul settore. Il numero degli iscritti agli ordini professionali si riduce, soprattutto nel Mezzogiorno, colpito da una massiccia migrazione verso le regioni del Centro e del Nord. Questo fenomeno, che modifica la configurazione degli studi professionali, ha visto un aumento di quasi 11 mila professionisti datori di lavoro nel 2022, con le donne in prima linea a trascinare la crescita. Contemporaneamente, il numero di professionisti senza dipendenti è diminuito di circa 63 mila unità, indicando una tendenza verso processi aggregativi negli studi professionali.

Sfida per il Futuro: Digitalizzazione e Sostenibilità

Il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, ha sottolineato che la digitalizzazione e la sostenibilità rappresentano le chiavi per il rilancio delle professioni e del Paese. In un contesto di cambiamenti profondi, la necessità di adattarsi a nuove modalità di lavoro e di attrarre giovani professionisti diventa cruciale per il futuro del settore.

Il settore delle libere professioni in Italia si trova a fronteggiare sfide significative, richiedendo una risposta strategica volta a promuovere l’innovazione e l’inclusività, ponendo le basi per una ripresa sostenibile e bilanciata su tutto il territorio nazionale.

La fotografia del settore delle libere professioni in Italia nel 2023

Il “VIII Rapporto sulle libere professioni in Italia – anno 2023″, redatto dall’Osservatorio Libere Professioni di Confprofessioni e coordinato dal Professor Paolo Feltrin, offre l’analisi più attuale e dettagliata sullo stato del settore. La presentazione avvenuta oggi a Roma ha visto la partecipazione di importanti figure istituzionali, tra cui il Ministro del Lavoro, Marina Elvira Calderone, e il Presidente del Cnel, Renato Brunetta.

Le sfide del settore: demografia, attrattività e impatto delle tecnologie digitali

Il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, ha evidenziato i risultati preoccupanti del rapporto. Il calo demografico, la scarsa attrattività delle libere professioni tra i giovani laureati e la diminuzione degli iscritti agli ordini professionali rappresentano sfide significative. Questi problemi si manifestano in un momento delicato di transizione, influenzato dalle tecnologie digitali che richiedono notevoli investimenti per adeguare i modelli organizzativi degli studi professionali.

Stella ha sottolineato l’importanza di un intervento politico per rendere il settore più competitivo, evidenziando segnali positivi provenienti sia dalle forze di Governo che dalle opposizioni.

Il mercato del lavoro: l’aumento delle donne nel settore

Il rapporto indica un ribilanciamento di genere nel settore delle libere professioni, con un incremento maggiore delle donne rispetto agli uomini. Le dinamiche occupazionali degli ultimi due anni hanno portato a un aumento di 135.000 professioniste, mentre i professionisti sono cresciuti di 28.000 unità. Le donne sono particolarmente presenti nelle professioni sanitarie e socio-assistenziali (53,2%) e nelle attività legali (45,5%).

Tuttavia, il divario di genere persiste nelle professioni tecniche, con solo il 24% di libere professioniste. Le regioni più virtuose in questo contesto sono l’Emilia Romagna, il Lazio e il Piemonte, mentre la Calabria, la Liguria e la Campania registrano uno squilibrio più marcato.

I redditi dei professionisti: crescita e divario di genere

Nel 2022, il reddito medio annuo dei professionisti iscritti alle casse di previdenza private è salito a 38.752 euro, registrando un aumento del 14,2% rispetto al periodo pre-crisi pandemica. Le professioni tecniche, trainate dal Superbonus, sono le più proficue, con i geometri in testa con un incremento del 37,7% dal 2010. Tuttavia, il divario salariale tra uomini e donne persiste, soprattutto nelle professioni giuridiche, commercialisti e ingegneri.

La frattura Nord-Sud e la duplice transizione

Il rapporto evidenzia la persistente frattura Nord-Sud nel mercato del lavoro, con il Sud che registra un tasso di occupazione del 45,6%, rispetto al 69,0% del Nord nel 2022. La riduzione della natalità e i saldi migratori interni negativi contribuiscono a questa disparità. La duplice transizione digitale ed ecologica è identificata come chiave per il rilancio del settore, con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e il meccanismo del REPowerEU considerati stimoli cruciali.

Il rapporto sottolinea la necessità di nuove figure professionali ibride per rispondere alla crescente domanda di competenze avanzate nelle discipline STEM e nei settori ad alta innovazione. La digitalizzazione della pubblica amministrazione, la sanità territoriale e lo sviluppo delle energie rinnovabili emergono come obiettivi chiave per il futuro del settore delle libere professioni in Italia.

Fonte: a cura della Redazione di KTS Finance, info@ktsfinance.com

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