Polizza IT e intelligenza artificiale: chi è responsabile se l’algoritmo sbaglia

Sviluppatore IT analizza errore di un algoritmo di intelligenza artificiale sullo schermo del computer

Responsabilità nell’era dell’intelligenza artificiale

La normativa europea (AI Act e GDPR) pone già l’accento sulla responsabilità dell’operatore umano dietro l’algoritmo.
Chi sviluppa, addestra o utilizza un modello di intelligenza artificiale non può dichiararsi “non responsabile” di fronte a un errore dell’algoritmo.
Il principio è chiaro: l’AI non ha personalità giuridica, e quindi chi progetta o impiega il sistema resta il soggetto responsabile per eventuali danni.

Nel settore IT, questo significa che:

  • lo sviluppatore o il consulente informatico risponde di eventuali bug, malfunzionamenti o decisioni errate prese dal software;
  • l’azienda committente può rivalersi sul fornitore in caso di danno economico o reputazionale;
  • la polizza RCP IT diventa un elemento fondamentale di protezione, ma deve essere strutturata per coprire anche l’uso di intelligenza artificiale.

Quando l’AI “sbaglia”: esempi concreti

Gli errori dell’AI non sono più ipotesi teoriche.
Ecco alcuni casi reali che mostrano come la responsabilità possa ricadere su sviluppatori e aziende IT:

  • Software di selezione del personale che discrimina i candidati per errore nel training set: il cliente aziendale può chiedere il risarcimento al fornitore IT.
  • Algoritmo di pricing che applica tariffe errate per giorni o settimane, generando perdite economiche: il danno può essere imputato a chi ha progettato o gestito il modello.
  • Sistema di manutenzione predittiva che non segnala guasti, causando danni materiali: il produttore del software può essere ritenuto responsabile per negligenza professionale.

In tutti questi scenari, una polizza IT tradizionale potrebbe non bastare: servono estensioni specifiche che coprano danni causati da sistemi di machine learning, reti neurali e automazione intelligente.

Cosa copre (e cosa no) una polizza professionale IT

Una buona polizza RCP IT copre i danni involontari derivanti da errori professionali, omissioni, negligenze o bug di programmazione.
Tuttavia, molte compagnie assicurative escludono esplicitamente i danni derivanti da algoritmi di intelligenza artificiale, se non sono dichiarati nel contratto.

È quindi fondamentale che lo sviluppatore o la società informatica:

  • dichiari esplicitamente l’uso di tecnologie AI nei progetti assicurati;
  • verifichi se la polizza copre anche danni derivanti da decisioni automatizzate;
  • consideri un’estensione per cyber risk, utile nei casi in cui il danno derivi da attacchi o compromissioni dei dati che alimentano l’AI.

Le polizze più moderne includono oggi coperture per:

  • errori algoritmici o di addestramento del modello,
  • bias nei dati che generano risultati discriminatori,
  • danni economici indiretti causati da output errati.

Come tutelarsi: consigli pratici per professionisti e aziende IT

  1. Analizzare i contratti di fornitura: definire con precisione chi è responsabile per eventuali danni generati dal sistema AI.
  2. Aggiornare la propria polizza RCP IT: molte compagnie offrono moduli aggiuntivi dedicati all’AI e al machine learning.
  3. Documentare i processi di training e validazione dei modelli: in caso di contenzioso, dimostrare la diligenza professionale è fondamentale per evitare la rivalsa dell’assicuratore.
  4. Integrare coperture Cyber Risk e D&O: se l’AI è usata in ambito corporate, anche gli amministratori possono essere chiamati in causa in caso di danno grave.

Conclusione

Nel 2025, parlare di assicurazione IT senza considerare l’intelligenza artificiale non ha più senso.
Gli algoritmi sono ormai al centro dei processi aziendali, ma il rischio legale e professionale resta in capo a chi li progetta e utilizza.
Una polizza IT completa e aggiornata, che includa coperture per errori algoritmici, violazioni di dati e decisioni automatizzate, è oggi una vera forma di protezione del business.
La tecnologia evolve rapidamente, ma la responsabilità professionale – e la necessità di assicurarsi adeguatamente – resta sempre umana.

Fonte: a cura della Redazione di KTS Finance, info@ktsfinance.com

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