RCP obbligatoria per broker: le sanzioni IVASS in caso di mancata copertura

Un broker assicurativo riceve una comunicazione IVASS per mancata copertura RCP

Negli ultimi anni, l’IVASS ha intensificato i controlli sul rispetto dell’obbligo di assicurazione di responsabilità civile professionale (RCP) per broker e intermediari assicurativi.
L’obiettivo è tutelare i clienti da comportamenti scorretti e garantire che ogni operatore disponga di adeguata copertura patrimoniale in caso di errore o negligenza.
Ma cosa rischia un broker che opera senza una RCP valida? In questo articolo analizziamo le sanzioni previste, le responsabilità disciplinari e gli effetti pratici sull’attività professionale.

L’obbligo di polizza RCP per i broker: cosa dice la legge

L’obbligo è stabilito dall’art. 110 del Codice delle Assicurazioni Private (D.Lgs. 209/2005) e dettagliato nel Regolamento IVASS n. 40/2018, che impone a ogni broker o intermediario di disporre di:

  • una copertura assicurativa per danni patrimoniali derivanti da errori professionali, omissioni o negligenze;
  • un massimale minimo di 1.250.000 € per sinistro e per anno assicurativo;
  • estensione di copertura anche per i collaboratori e subagenti che operano sotto il medesimo mandato.

Senza questa copertura, il broker non può esercitare l’attività né iscriversi al Registro Unico degli Intermediari (RUI).

Le sanzioni IVASS per chi opera senza polizza

Le conseguenze sono severe. In caso di mancata stipula o rinnovo della RCP obbligatoria, l’IVASS può:

  • sospendere immediatamente l’attività del broker,
  • applicare sanzioni pecuniarie da 1.000 a 10.000 euro,
  • disporre la cancellazione dal RUI nei casi più gravi,
  • segnalare il caso all’Autorità Giudiziaria in presenza di esercizio abusivo dell’attività assicurativa.

Inoltre, l’assenza della copertura comporta responsabilità personale illimitata: in caso di danno a un cliente, il broker risponde con il proprio patrimonio, senza alcuna tutela da parte dell’assicurazione.

Controlli sempre più stringenti

Dal 2023 l’IVASS effettua verifiche automatiche incrociando le banche dati delle compagnie con l’albo RUI.
Se la polizza non risulta attiva o rinnovata, l’ente invia un preavviso di sospensione: il broker ha 15 giorni per dimostrare la validità della copertura o sanare la posizione.
Trascorso il termine, la sospensione è immediata e pubblicata sul sito IVASS, con grave danno reputazionale.

Errori frequenti da evitare

Molti broker incappano in sanzioni non per mancanza totale di copertura, ma per:

  • ritardo nel rinnovo oltre la data di scadenza,
  • massimale insufficiente rispetto ai requisiti di legge,
  • mancata estensione ai collaboratori o partner commerciali.

Anche questi casi sono sanzionabili, perché la polizza non è considerata conforme ai requisiti di legge.

Conclusione: obbligo non formale ma sostanziale

L’assicurazione RCP per broker non è una semplice formalità: è uno strumento di tutela essenziale che garantisce fiducia e stabilità al mercato assicurativo.
Nel 2025, l’IVASS continuerà a rafforzare i controlli per ridurre i casi di esercizio irregolare e tutelare maggiormente i consumatori.
Per ogni intermediario, mantenere la copertura attiva e aggiornata significa proteggere sé stesso, i clienti e la reputazione professionale.

Fonte: a cura della Redazione di KTS Finance, info@ktsfinance.com

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