Riflessioni sul Primo Anno di Applicazione di IFRS 17 nel Settore delle Assicurazioni

Analisi dell’impatto di Ifrs 17 sui rendiconti finanziari assicurativi

Eiopa ha recentemente diffuso una relazione esaustiva basata sui rendiconti finanziari semestrali del 2023, focalizzandosi sull’impatto dell’introduzione dei nuovi principi contabili, in particolare l’Ifrs 17, su un campione rappresentativo di 53 gruppi di (ri)assicurazione operanti in 17 Stati membri dell’Unione Europea.

L’impatto di Ifrs 17

L’introduzione dell’Ifrs 17 ha generato considerevoli cambiamenti nel valore delle passività assicurative, principalmente a causa dei differenti approcci di valutazione adottati, del passaggio dall’implicita prudenza all’esplicito aggiustamento per il rischio e dell’inclusione del margine di servizio contrattuale (Csm).

Il Csm, in particolare, rappresenta una novità significativa, permettendo agli assicuratori di distribuire i profitti attesi lungo l’intera durata del contratto assicurativo, riflettendo così una maggiore trasparenza nell’allocazione dei profitti.

Secondo i dati raccolti da Eiopa, l’adozione dell’Ifrs 17 ha generalmente determinato un aumento delle passività assicurative e una conseguente diminuzione del patrimonio netto delle compagnie, sebbene gli impatti siano stati differenziati tra i vari attori del settore.

Approcci di transizione e metodi di valutazione

L’Ifrs 17 offre agli assicuratori tre approcci di transizione e tre distinti metodi di valutazione. Tra gli approcci di transizione, l’opzione più popolare è stata l’approccio al valore equo, rappresentando il 42% delle passività assicurative valutate.

Per quanto riguarda i metodi di valutazione, emerge una chiara correlazione con la tipologia del contratto assicurativo. Ad esempio, l’approccio variabile libero (Vfa) è stato utilizzato per valutare l’86% delle passività assicurative sulla vita, mentre l’allocazione dei premi (Paa) è stato il metodo preferito per il 90% dei contratti non vita.

Differenze tra Ifrs 17 e Solvency II

Pur perseguendo scopi diversi, Ifrs 17 e Solvency II condividono importanti somiglianze, come l’utilizzo di un approccio di valutazione coerente con il mercato e l’utilizzo di stime ponderate in base alla probabilità dei flussi di cassa futuri.

Tuttavia, le due normative presentano anche significative differenze, specialmente riguardo ai metodi di valutazione ammessi e all’inclusione del margine di servizio contrattuale.

Ad esempio, le passività assicurative sulla vita valutate secondo Ifrs 17 sono in media inferiori del 2,5% rispetto alle riserve tecniche stabilite da Solvency II, mentre per i contratti non vita la differenza è in media del 9,5%.

Un’altra discrepanza sostanziale riguarda i tassi di sconto, con Solvency II che prescrive strutture a termine dei tassi di interesse privi di rischio, mentre Ifrs 17 lascia agli assicuratori la responsabilità di derivare tali tassi.

Infine, vi sono differenze anche nei metodi di calcolo del margine di rischio, con l’Ifrs 17 che presenta un’aggiustamento inferiore per il ramo vita e leggermente superiore per il business danni rispetto a Solvency II.

In conclusione, sebbene entrambi i quadri normativi mirino a migliorare la trasparenza e l’affidabilità dei rendiconti finanziari nel settore assicurativo, le loro divergenze possono influenzare significativamente la valutazione delle passività assicurative e, di conseguenza, la stabilità finanziaria delle compagnie.

Fonte: a cura della Redazione di KTS Finance, info@ktsfinance.com

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