Lo smart working è ormai una realtà consolidata nel mondo del lavoro. Milioni di persone operano quotidianamente da casa o da spazi condivisi, utilizzando dispositivi forniti dall’azienda. Tuttavia, in caso di furto o danneggiamento di un PC aziendale, chi è realmente responsabile? L’assicurazione dell’ufficio copre anche il lavoro svolto da remoto?
La risposta dipende dal tipo di polizza stipulata dall’impresa e dal regime di responsabilità previsto per il dipendente.
Il contesto normativo: cosa dice la legge
Il lavoro agile è regolato in Italia dalla Legge n. 81/2017, che stabilisce la parità di trattamento tra chi lavora in sede e chi opera da remoto.
L’azienda rimane responsabile della sicurezza degli strumenti di lavoro e della protezione dei dati. Tuttavia, la legge non specifica direttamente chi debba rispondere in caso di furto o danneggiamento del materiale aziendale fuori sede.
In pratica, il principio generale è che:
- il dipendente non è automaticamente responsabile per i danni subiti dagli strumenti di lavoro,
- ma può esserlo se il danno deriva da negligenza o uso improprio.
L’assicurazione ufficio copre i danni in smart working?
Molte aziende stipulano una polizza assicurativa per l’ufficio, che copre incendi, furti e danni a impianti, arredi o attrezzature.
Tuttavia, questa copertura è quasi sempre limitata ai beni presenti nei locali aziendali.
Un PC o uno smartphone rubato o danneggiato a casa del dipendente non è automaticamente coperto, a meno che la polizza non preveda una clausola di estensione territoriale.
Le compagnie assicurative più moderne hanno iniziato a includere sezioni dedicate allo smart working, coprendo:
- danni o furti durante il trasporto dei dispositivi;
- incidenti avvenuti in casa del dipendente;
- danneggiamenti accidentali (ad esempio, rovesciare un caffè sul laptop).
Senza questa estensione, il rischio rimane a carico del datore di lavoro, che potrà tuttavia rivalersi sul dipendente solo se il danno è dovuto a colpa grave o dolo.
Responsabilità del lavoratore: quando scatta
Il lavoratore può essere chiamato a rispondere del danno in due casi:
- Negligenza evidente — ad esempio, lasciare incustodito un PC aziendale in auto o in un luogo pubblico.
- Uso improprio o personale del dispositivo — se il danno è avvenuto mentre veniva utilizzato per scopi non lavorativi.
In questi casi, l’azienda può richiedere un risarcimento o trattenere parte della somma dovuta.
Tuttavia, se l’evento si verifica durante il normale svolgimento delle attività lavorative, la responsabilità non ricade sul dipendente, ma sull’impresa, che dovrebbe essere tutelata da una polizza specifica per strumenti di lavoro mobili.
Le soluzioni assicurative più diffuse
Le compagnie propongono diverse opzioni per gestire il rischio legato allo smart working:
- Polizza “All Risks” aziendale: estende la copertura a tutti i beni mobili di proprietà, anche se temporaneamente fuori sede.
- Assicurazione per dispositivi elettronici: protegge da danni accidentali, guasti e furti anche in casa del dipendente.
- Polizza cyber: copre i danni derivanti da violazioni informatiche, molto più probabili quando si lavora da reti domestiche.
Molte aziende scelgono una combinazione di queste soluzioni per garantire una protezione completa, specialmente per ruoli che gestiscono dati sensibili o strumenti costosi.
Come comportarsi in caso di danno o furto
In caso di incidente, il lavoratore deve:
- Segnalare immediatamente l’evento all’azienda e, se previsto, alla compagnia assicurativa;
- Conservare la documentazione (foto, ricevute, denuncia alle autorità);
- Evitare di sostituire o riparare il dispositivo senza autorizzazione, per non compromettere la perizia assicurativa.
Un comportamento tempestivo e trasparente è fondamentale per evitare contestazioni e garantire il risarcimento.
Conclusione
L’assicurazione dell’ufficio non copre automaticamente i danni o i furti dei dispositivi utilizzati in smart working.
Per evitare controversie, le imprese dovrebbero aggiornare le proprie polizze, includendo un’estensione per i beni mobili e le attività svolte fuori sede.
Anche i dipendenti dovrebbero essere informati sulle procedure di segnalazione e sui limiti di responsabilità personale.
Solo una gestione chiara e condivisa può prevenire conflitti e garantire continuità operativa, anche lontano dalla scrivania aziendale.


