Stretta sulle targhe estere in Italia: nuove regole del Codice della Strada e le date di entrata in vigore

Nuovi obblighi per le auto con targhe straniere: cosa cambia per gli automobilisti

A partire dalla riforma del Codice della strada in fase di approvazione, gli automobilisti che utilizzano veicoli con targhe estere dovranno rispettare nuove normative. Questo cambiamento, sancito nell’articolo 35, comma 3 del nuovo disegno di legge, rappresenta una delle risposte del governo per contrastare l’evasione fiscale e assicurativa che ha preso piede in alcune regioni italiane. Tuttavia, nonostante le modifiche siano già state proposte, ci vorrà del tempo prima che diventino operativi, lasciando spazio a un periodo di transizione durante il quale il fenomeno continuerà a suscitare preoccupazione.

Il fenomeno delle targhe estere: un escamotage per risparmiare

Una delle principali problematiche legate all’abuso delle targhe estere è il fenomeno dell’evasione fiscale e assicurativa, che trova una delle sue espressioni più eclatanti in alcune città italiane come Napoli. Qui, infatti, l’uso delle targhe straniere è diventato una pratica piuttosto diffusa tra gli automobilisti che vogliono risparmiare sui costi delle assicurazioni auto, tra i più alti in Italia.

Come funziona l’escamotage?

Il trucco utilizzato da molti automobilisti per abbattere i costi delle polizze Rc auto si basa su una lacuna normativa che consente l’uso di targhe estere senza troppi vincoli. In sostanza, l’automobilista italiano trasferisce la proprietà del suo veicolo a una società di noleggio estera, che provvede a immatricolare il veicolo fuori dall’Italia. Successivamente, la società noleggia il mezzo al vero proprietario, che si trova così a beneficiare di un’assicurazione più economica, stipulata con un’assicurazione estera che opera nel Paese di immatricolazione. Questo sistema consente di eludere le polizze italiane, che sono generalmente più costose.

La riforma del Codice della strada: cosa prevede

Il nuovo disegno di legge sul Codice della strada, che fa parte della riforma proposta dal governo Meloni, mira a contrastare questo fenomeno, ponendo l’obbligo di reimmatricolare i veicoli con targa estera in Italia dopo un determinato periodo di circolazione nel Paese. Inoltre, questi veicoli dovranno essere assicurati da compagnie che rispettano le normative italiane.

Obbligo di reimmatricolazione e assicurazione italiana

La riforma prevede che, trascorso un determinato periodo di tempo in cui un veicolo con targa estera circola in Italia, il veicolo dovrà essere reimmatricolato in Italia e assicurato con una polizza conforme alla legislazione italiana. Sebbene la legge non indichi ancora con precisione il termine per la reimmatricolazione, il governo avrà un anno di tempo per definire i dettagli, inclusa la durata massima di permanenza di un veicolo con targa e polizza estera.

Questa misura è destinata a ridurre l’evasione fiscale e a garantire che tutte le auto circolanti in Italia siano coperte da polizze che rispettino gli standard di sicurezza e di tutela previsti dalla legge italiana.

Il buco normativo: una zona grigia nella legge

Fino a oggi, il fenomeno delle targhe estere ha potuto prosperare grazie a una serie di lacune nelle normative europee e italiane. Queste lacune hanno consentito agli automobilisti italiani di sfruttare il vuoto normativo e di circolare liberamente con veicoli immatricolati in altri Paesi, beneficiando di assicurazioni a basso costo. Ma quali sono le leggi che permettevano questa situazione?

Le normative europee e italiane in vigore

Secondo l’articolo 13 della Direttiva Solvency II e l’articolo 1, comma 1, lettera fff del Codice delle assicurazioni, un veicolo immatricolato in uno Stato dell’Unione Europea è soggetto alla legislazione assicurativa di quel Paese. Questo significa che la polizza Rc auto può essere stipulata solo con compagnie operanti in quel Paese o in regime di libera prestazione di servizi (Lps), una forma di libera circolazione delle assicurazioni in Europa. Questo ha permesso a molti automobilisti di ottenere polizze estere più economiche, bypassando le tariffe italiane, generalmente più alte.

Inoltre, l’articolo 93-bis del Codice della strada stabilisce che un veicolo con targa estera può circolare in Italia per un periodo massimo di tre mesi, ma se il proprietario del veicolo diventa residente in Italia, trascorso questo periodo il veicolo deve essere reimmatricolato nel nostro Paese. Altrimenti, l’automobilista è obbligato a stipulare un’assicurazione con una compagnia italiana o una compagnia estera operante in Italia in regime di stabilimento o Lps.

La questione del noleggio e del comodato d’uso

Nel caso in cui un veicolo con targa estera venga utilizzato in Italia da un cittadino italiano, ad esempio tramite un contratto di noleggio o comodato d’uso, la normativa prevede un trattamento differente. In questi casi, l’articolo 93-bis, comma 2 del Codice della strada stabilisce solo l’obbligo di iscrivere la targa estera nel registro Reve (Registro dei veicoli esterovestiti) entro 30 giorni dall’inizio della circolazione del veicolo in Italia, ma non ci sono obblighi particolari per quanto riguarda l’assicurazione.

L’uso della “carta verde” per la circolazione in Italia è consentito solo per un periodo limitato, senza necessità di stipulare una polizza italiana. Questo ha contribuito ad alimentare l’abuso di veicoli con targa estera, anche da parte di cittadini italiani, senza che ci fosse una copertura assicurativa adeguata alla normativa italiana.

La gestione dei sinistri: complicazioni e difficoltà

Un altro problema legato all’uso di veicoli con targa estera riguarda la gestione dei sinistri. In caso di incidente, il danneggiato deve rivolgersi a una compagnia assicurativa esterna, il che può comportare ritardi e complicazioni nel risarcimento del danno. La burocrazia internazionale e le diverse normative in gioco possono rendere più difficile la risoluzione rapida dei sinistri, con un potenziale allungamento dei tempi di attesa per i risarcimenti.

Napoli: un caso emblematico

Napoli rappresenta uno dei principali epicentri del fenomeno delle auto con targa estera. Le stime parlano di oltre 35.000 veicoli con targa estera presenti in città, una parte significativa delle 53.000 auto e moto registrate in Italia con targhe straniere. Le targhe più comuni sono quelle polacche e bulgare, ma il fenomeno coinvolge anche altri Paesi dell’UE.

I costi elevati delle assicurazioni a Napoli

Napoli è, infatti, una delle città italiane con i costi più alti per le assicurazioni auto. Secondo i dati del Codacons, che ha analizzato le informazioni provenienti dall’IVASS (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni), la spesa media per un’assicurazione Rc auto a Napoli è di circa 595 euro all’anno. Tuttavia, secondo l’Osservatorio Facile.it/Assicurazione.it, oggi il costo medio per assicurare un’automobile a Napoli supera i 1.166 euro all’anno, con un aumento di 107 euro rispetto all’anno precedente (2023). Questo rende evidente come la spesa per un’assicurazione sia notevolmente più alta rispetto ad altre città italiane.

Il problema delle auto senza assicurazione

Un altro aspetto allarmante riguarda il numero di veicoli privi di assicurazione. Secondo un’indagine dell’ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici), Napoli è una delle città con il più alto tasso di veicoli circolanti senza copertura Rc auto. In Italia, si stima che circa 2,8 milioni di veicoli siano senza assicurazione, e ben il 10% di questi si trova in Campania, con una concentrazione particolarmente alta a Napoli.

La riforma del Codice della strada e l’introduzione di nuove regole per i veicoli con targa estera sono un passo importante per ridurre l’evasione fiscale e l’abuso delle assicurazioni auto in Italia. Tuttavia, le sfide restano numerose, a partire dalla necessità di definire i dettagli della nuova normativa e di contrastare efficacemente l’uso di veicoli non assicurati. Gli automobilisti dovranno adattarsi a questi cambiamenti, ma sarà fondamentale monitorare attentamente l’evoluzione della situazione per garantire una piena applicazione delle nuove regole e migliorare la sicurezza stradale.

Fonte: a cura della Redazione di KTS Finance, info@ktsfinance.com

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