Assicurazione sanitaria per viaggi extra UE: perché è fondamentale

Viaggiare oltre i confini dell’Unione Europea: un rischio poco considerato

Viaggiare oltre i confini dell’Unione Europea rappresenta un’esperienza affascinante, ma allo stesso tempo espone i turisti a una serie di rischi poco considerati, in particolare quelli legati alla salute. In Europa, un cittadino italiano può beneficiare della tessera sanitaria europea (TEAM), che consente l’accesso a cure mediche urgenti secondo le stesse modalità previste per i residenti. Al di fuori dell’UE, però, questa garanzia non esiste. Senza una polizza sanitaria adeguata, il viaggiatore è costretto a sostenere direttamente tutte le spese mediche, spesso molto elevate, talvolta proibitive.

Il tema è più attuale che mai. Con la progressiva ripresa del turismo internazionale, aumentano anche gli episodi in cui viaggiatori italiani si trovano a dover affrontare costi sanitari esorbitanti, semplicemente perché non hanno stipulato un’assicurazione adeguata. L’assistenza sanitaria privata nei Paesi extra UE può arrivare a cifre impensabili per una semplice visita al pronto soccorso, e i ricoveri ospedalieri o gli interventi chirurgici possono trasformarsi in veri e propri disastri finanziari.

Costi sanitari reali nei principali Paesi extra UE

Stati Uniti

In nessun altro Paese al mondo i costi delle cure mediche sono alti quanto negli Stati Uniti. Secondo uno studio pubblicato dalla International Federation of Health Plans, un ricovero ospedaliero standard può costare tra 2.000 e 4.000 dollari al giorno. Un’appendicectomia arriva facilmente a superare i 15.000 dollari, mentre il ricovero per una frattura complicata può superare i 40.000. Anche una semplice visita in pronto soccorso, se accompagnata da accertamenti diagnostici, può costare tra i 1.000 e i 3.000 dollari. Negli USA, il sistema sanitario è quasi interamente privato, e chi non possiede una copertura assicurativa è tenuto a pagare ogni spesa di tasca propria. Non esiste un’assistenza sanitaria pubblica gratuita per i turisti, né alcuna forma di mutualità temporanea.

Canada

Il Canada, pur vantando uno dei sistemi sanitari pubblici più efficienti al mondo per i residenti, non garantisce alcuna assistenza agli stranieri. I turisti che necessitano di cure devono rivolgersi al sistema privato, il cui costo, sebbene più moderato rispetto a quello statunitense, è comunque significativo. Una visita al pronto soccorso può costare circa 600-800 dollari canadesi, e un ricovero di una settimana in ospedale può superare facilmente i 10.000 dollari. In caso di interventi chirurgici d’urgenza, la somma può salire vertiginosamente.

Giappone

Anche il Giappone rappresenta un caso emblematico. Nonostante il sistema sanitario pubblico sia molto efficiente e accessibile per i cittadini giapponesi, i turisti devono rivolgersi al circuito privato. Una visita specialistica può costare tra i 200 e i 300 euro, un trattamento d’emergenza notturno può arrivare a 1.000 euro e un ricovero con intervento può superare i 15.000 euro, senza considerare le spese accessorie per esami diagnostici e degenza. Inoltre, molte cliniche richiedono il pagamento immediato o una garanzia assicurativa prima di procedere con le cure.

Emirati Arabi Uniti

Negli Emirati Arabi Uniti la situazione è simile. Le strutture sanitarie sono moderne, ben attrezzate e molto efficienti, ma i costi sono alti e non esiste alcuna assistenza gratuita per i visitatori stranieri. Una visita medica può costare dai 70 ai 150 euro, mentre un ricovero ospedaliero, specie se in terapia intensiva o con intervento chirurgico, può superare facilmente i 30.000 euro in pochi giorni. Alcuni casi di ricovero prolungato hanno fatto registrare conti superiori ai 100.000 euro.

Altri Paesi extra UE

Anche altri Paesi extra UE considerati “sicuri” dal punto di vista turistico presentano criticità. In Thailandia, ad esempio, il sistema sanitario pubblico è riservato ai cittadini, e gli ospedali privati – spesso preferiti dai turisti per la qualità del servizio – possono costare quanto quelli europei o più. Una degenza ospedaliera di tre giorni in una struttura privata può costare oltre 4.000 euro. Simili sono le situazioni in Sudafrica, Australia e persino in paesi dell’America Latina come il Brasile, dove la qualità delle strutture varia enormemente e la medicina privata è molto costosa.

Differenze tra sistemi pubblici e privati

La distinzione tra sanità pubblica e privata diventa fondamentale per comprendere l’importanza di una copertura assicurativa. In molti Paesi, l’accesso alla sanità pubblica è vincolato alla cittadinanza o a sistemi assicurativi nazionali. I turisti non vi rientrano e sono obbligati a rivolgersi al sistema privato. In assenza di assicurazione, ogni prestazione deve essere pagata immediatamente. Alcune strutture non accettano pazienti privi di garanzia di pagamento anticipato. Questo significa che in caso di emergenza un turista senza assicurazione può trovarsi nella spiacevole condizione di essere rifiutato, o costretto a trasferirsi in un’altra struttura.

Inoltre, anche nei Paesi in cui è teoricamente possibile accedere a cure pubbliche, il tempo d’attesa può essere incompatibile con un’urgenza medica. Ne consegue che la sanità privata, per quanto costosa, è spesso l’unica via percorribile. Ecco perché una polizza sanitaria per viaggi fuori dall’UE non è soltanto consigliabile, ma spesso indispensabile.

Esempi reali di mancata assicurazione

I casi concreti non mancano. Nel 2023 un turista italiano a Miami ha subito una frattura multipla alla gamba durante una caduta accidentale. Privo di assicurazione, ha ricevuto un conto da oltre 96.000 dollari per l’intervento chirurgico, la degenza post-operatoria e la fisioterapia iniziale. In un altro episodio, una coppia in viaggio a Dubai ha contratto un’intossicazione alimentare: il trattamento d’urgenza, seguito da 48 ore di osservazione in una clinica privata, è costato oltre 7.000 euro. L’intera somma è stata richiesta immediatamente, pena il blocco del passaporto per insolvenza.

Questi episodi non sono rari. Le compagnie assicurative registrano ogni anno centinaia di richieste di soccorso sanitario all’estero, molte delle quali avvengono in contesti in cui l’assistenza gratuita è del tutto assente. I costi sostenuti, in presenza di assicurazione, vengono rimborsati integralmente o parzialmente, ma in sua assenza ricadono interamente sul viaggiatore e sui suoi familiari.

La scelta responsabile

Viaggiare all’estero, soprattutto in Paesi extra UE, significa esporsi a potenziali rischi medici che, se non adeguatamente coperti, possono trasformarsi in problemi economici molto seri. Nessuno parte con l’idea di ammalarsi o infortunarsi, ma la realtà dimostra che gli imprevisti accadono. I costi sanitari fuori dall’Europa sono spesso proibitivi, anche per interventi banali.

Sottoscrivere una polizza sanitaria internazionale con massimali adeguati, copertura delle spese mediche, assistenza 24/7 e rimpatrio sanitario è una scelta di responsabilità, non un’opzione accessoria. Non basta la polizza “inclusa” nella carta di credito: è essenziale leggere attentamente le condizioni, i limiti e le esclusioni, per essere certi che, in caso di bisogno, si riceverà un’assistenza efficace, rapida e senza sorprese economiche.

Fonte: a cura della Redazione di KTS Finance, info@ktsfinance.com

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