BCE dà il via libera a MPS per l’acquisizione di Mediobanca
Dopo settimane di attesa e complesse interlocuzioni tecniche, la Banca Centrale Europea (BCE) ha ufficialmente autorizzato Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS) ad acquisire una partecipazione di controllo in Mediobanca, inclusi i suoi rami Mediobanca Premier e Compass Banca. Questa operazione rientra nell’ambito dell’offerta pubblica di scambio (Ops) volontaria, rivolta all’intera compagine azionaria dell’istituto milanese.
Un’operazione senza soglie vincolanti
Flessibilità sotto il 50%
L’autorizzazione concessa dalla BCE, ricevuta dopo il parere favorevole del comitato di sorveglianza, non impone soglie minime di adesione obbligatorie. Questo significa che MPS può fissare la condizione di efficacia dell’operazione anche al di sotto della soglia del 50% più un’azione.
Via libera all’acquisizione significativa
L’Eurotower ha inoltre autorizzato l’acquisizione di una quota superiore al 10% del patrimonio di vigilanza del gruppo MPS, offrendo così una maggiore flessibilità e un più ampio margine operativo per l’istituto senese nel contesto del risiko bancario.
I prossimi passi per MPS
Il primo passo tecnico dopo il via libera sarà l’esercizio della delega per l’aumento di capitale da parte del Consiglio di Amministrazione, convocato per giovedì 26 giugno. Questa decisione è stata già approvata nell’assemblea straordinaria del 17 aprile. Seguiranno la pubblicazione del prospetto informativo e la definizione del calendario operativo, con l’obiettivo di lanciare l’offerta nei primi giorni di luglio.
I paletti della BCE per la governance e integrazione
Piano di integrazione entro sei mesi
La BCE ha posto delle condizioni precise: entro sei mesi dalla conclusione dell’operazione, MPS dovrà presentare un piano dettagliato di integrazione che includa:
- Impatti sul capitale, strategia di funding e digitalizzazione, con simulazioni in diversi scenari.
- Riorganizzazione del sistema ICT, focalizzandosi su architetture transitorie, qualità dei dati e accordi con terze parti.
- Assetto della corporate governance, comprendente organi sociali, controllo interno, politiche di retention per il personale chiave e gestione dei rischi.
Monitoraggio e report
Il piano dovrà indicare un calendario delle attività e un framework di governance per il monitoraggio costante del processo di integrazione.
Controllo di fatto anche sotto il 50%
Se l’Ops non superasse il 50%, MPS potrà comunque attestare un controllo di fatto, supportato da un report approvato dal CdA e validato da una società di revisione indipendente. In assenza di tale controllo, dovrà essere presentato un piano alternativo con strategie e tempistiche chiare.
Un ritorno da protagonista nel sistema bancario italiano
Per MPS, guidata dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio, questo passaggio rappresenta una tappa storica, con la possibilità di riaffermarsi come protagonista nel panorama bancario italiano. Il progetto è ora nelle mani del mercato, ma il segnale della BCE è forte: l’operazione è compatibile con le regole europee, a patto di una gestione rigorosa e strategica.
Commissione Europea valuta la cessione del 15% di MPS
Nuove tensioni sul fronte europeo
Parallelamente, si apre un capitolo potenzialmente delicato sul fronte della Commissione Europea. Secondo il Financial Times, Bruxelles starebbe valutando l’apertura di un’indagine formale sulla cessione del 15% del capitale di MPS avvenuta a novembre 2024.
Questioni di trasparenza e allocazione
L’operazione, condotta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con il supporto di Banca Akros, avrebbe sollevato dubbi sulla trasparenza e l’equità dell’assegnazione delle azioni. Alcuni investitori importanti come UniCredit, Norges Bank e BlackRock sarebbero stati esclusi dalla procedura.
Soggetti italiani nel “terzo polo bancario”
Le azioni sono state invece assegnate a soggetti italiani considerati strategici per la creazione di un “terzo polo bancario”, tra cui Banco BPM, Anima Holding, la famiglia Del Vecchio (tramite Delfin S.à.r.l.) e Francesco Gaetano Caltagirone, che avrebbero acquistato con un premio del 5% rispetto al prezzo di mercato.
Possibile indagine sugli aiuti di Stato
La Commissione Europea starebbe quindi conducendo una valutazione preliminare che potrebbe evolvere in un’indagine sugli aiuti di Stato, con potenziali ripercussioni sull’operazione.

