Bitcoin crolla sotto gli 80.000 dollari: lunedì nero per le criptovalute
Il Bitcoin ha registrato un nuovo tonfo nel lunedì nero di Wall Street, scendendo al di sotto della soglia psicologica degli 80.000 dollari. La regina delle criptovalute ha toccato un minimo di 77.396,43 dollari, il livello più basso da novembre, a causa del forte sell-off che ha colpito i mercati azionari (dati Coin Metrics). Gli analisti ritengono che questa volatilità sia legata anche all’incertezza sulle politiche monetarie della Federal Reserve e al calo della liquidità disponibile nel mercato crypto.
Vendite su tutto il settore crypto
Pesanti perdite per le azioni legate alle criptovalute
Non solo Bitcoin: il calo ha colpito duramente anche le aziende del settore crypto.
- Coinbase ha chiuso la giornata in calo del 17,6%.
- Robinhood ha registrato una perdita del 19,8%.
- MicroStrategy ha visto un crollo superiore al 16%.
- Marathon Digital Holdings ha subito una perdita del 15,3%.
- Riot Platforms ha registrato un calo del 14,9%.
Queste perdite dimostrano il forte legame tra le aziende del settore e l’andamento del Bitcoin, sottolineando la persistente fragilità della fiducia degli investitori.
Fondi negoziati in Borsa in rosso
Anche i fondi negoziati in Borsa (ETF) sul Bitcoin hanno risentito della crisi. L’industria ha segnato la quarta settimana consecutiva di deflussi, con un’emorragia di 867 milioni di dollari solo negli ultimi sette giorni. Il totale dei deflussi nelle ultime quattro settimane ha raggiunto quota 4,75 miliardi di dollari (fonte: CoinShares).
I principali ETF coinvolti nella debacle sono stati:
- Grayscale Bitcoin Trust (GBTC), che ha registrato deflussi consistenti.
- BlackRock iShares Bitcoin Trust, che ha subito una forte pressione di vendita.
- Fidelity Wise Origin Bitcoin Trust, anch’esso colpito dal trend negativo.
Questi dati indicano una crescente preoccupazione degli investitori istituzionali riguardo alla sostenibilità del prezzo del Bitcoin nel breve termine.
Il summit sulle criptovalute non convince il mercato
Trump annuncia una riserva strategica di Bitcoin
Uno degli eventi più attesi era il summit sulle criptovalute tenutosi alla Casa Bianca il 7 marzo 2025. Durante l’incontro, il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per la creazione di una riserva strategica di Bitcoin. L’obiettivo è quello di includere in futuro anche altre criptovalute come Ethereum (ETH), Solana (SOL), Cardano (ADA) e XRP.
Tuttavia, il provvedimento prevede che la riserva sia costituita utilizzando asset già di proprietà del governo federale, derivanti da confische, e non da nuovi acquisti sul mercato. Questo ha deluso gli investitori, che speravano in acquisti governativi di Bitcoin in grado di sostenere i prezzi.
Secondo gli esperti, questa decisione potrebbe ridurre l’impatto del provvedimento sul mercato, poiché non comporta un aumento immediato della domanda di Bitcoin.
Regolamentazione delle stablecoin entro agosto 2025
Un altro punto cruciale del summit è stato l’annuncio di un quadro normativo per le stablecoin entro agosto 2025. L’obiettivo è quello di fornire regole chiare e favorevoli per incentivare la crescita e l’adozione delle criptovalute.
Tra i principali punti discussi:
- La necessità di garantire trasparenza nelle riserve delle stablecoin per evitare rischi sistemici.
- L’introduzione di un quadro normativo chiaro per le emittenti di stablecoin, come Tether (USDT) e Circle (USDC).
- La creazione di un sistema di supervisione e controllo per garantire che le stablecoin rispettino standard di sicurezza finanziaria.
Si è discusso anche dell’importanza dei wallet non-custodial, che garantiscono agli utenti il pieno controllo dei propri asset digitali. Il governo ha espresso interesse nel promuovere soluzioni che bilancino sicurezza e decentralizzazione.
Impatto del summit sui mercati
Nonostante le grandi aspettative, il summit non ha prodotto annunci rivoluzionari. L’approccio prudente del governo ha deluso gli investitori, contribuendo alla pressione ribassista sul Bitcoin e sulle criptovalute in generale.
Il provvedimento specifica inoltre che gli Stati Uniti non venderanno i Bitcoin della riserva nel breve termine, ma il Dipartimento del Tesoro potrebbe valutare future strategie di gestione, inclusa la vendita di parte dello stock. Attualmente, il governo statunitense detiene circa 16,4 miliardi di dollari in Bitcoin e 400 milioni di dollari in altri token, acquisiti prevalentemente tramite confische legali.
Il crollo del Bitcoin e l’andamento negativo del settore crypto evidenziano la fragilità del mercato di fronte alle incertezze macroeconomiche e alle politiche governative. Nei prossimi mesi, il focus sarà sulla regolamentazione delle stablecoin e sulle strategie del governo riguardo alla riserva strategica di Bitcoin.
Gli investitori dovranno prestare particolare attenzione ai prossimi sviluppi normativi e alle decisioni delle banche centrali, che potrebbero influenzare il futuro del settore crypto.


