La Carenza di Polizze contro i Danni Climatici in Italia
Il nostro paese, l’Italia, si trova tra i Paesi europei con la minor copertura assicurativa contro i danni causati dagli eventi atmosferici estremi. Solo il 5% delle microimprese e delle case italiane è coperto, nonostante l’80% della popolazione sia esposta a rischi medio-alti.
La Bozza della Legge di Bilancio e le Polizze Obbligatorie
Con la pubblicazione della bozza della legge di Bilancio, si rinnova il dibattito sulle polizze obbligatorie contro i danni catastrofali. Questa proposta riguarda principalmente le aziende, che il governo intende obbligare a stipulare tali polizze entro la fine del 2024. Questa iniziativa include incentivi pubblici e l’introduzione di garanzie Sace, ma punità gli inadempienti con multe fino a un milione di euro. Tuttavia, dati e analisi suggeriscono che l’urgenza potrebbe riguardare maggiormente le abitazioni private piuttosto che le imprese.
Tentativi Precedenti e Critiche
Tentativi precedenti di introdurre polizze contro gli eventi climatici sono stati vani. L’opposizione critica l’attuale proposta, definendola “un regalo alle società assicuratrici” e accusa il governo di evitare politiche di prevenzione climatica. Tuttavia, il governo Meloni sta cercando di introdurre una misura che era stata contemplata in passato, ma mai attuata. Ad ogni catastrofe naturale in Italia, emerge un dibattito sull’importanza delle polizze contro gli eventi estremi, che potrebbero contribuire a ridurre le perdite di tempo e risorse nel periodo immediatamente successivo alla catastrofe. Questa discussione risale addirittura al 2005 con Berlusconi, nel 2007 con una proposta di assicurazione volontaria contro i terremoti per privati e imprese, nel 2012 con il governo Monti che aveva addirittura pensato di renderla obbligatoria con l’acquisto di una nuova casa, e nel 2019 con la proposta della deputata Michela Rostan, che suggeriva una polizza obbligatoria per chiunque possedesse un immobile, con possibilità di dedurre il premio dalla dichiarazione dei redditi. Tuttavia, tutti questi tentativi sono rimasti lettera morta.
L’Impatto dei Cambiamenti Climatici in Italia
Attualmente, in Italia, dobbiamo affrontare non solo eventi sismici ma anche episodi climatici sempre più frequenti e intensi in tutto il paese. Solo nell’ultimo anno, abbiamo assistito a forti venti e piogge che hanno causato danni a Milano, inondazioni nelle Marche ed Emilia Romagna, e incendi che hanno devastato la Sicilia. Questi eventi, inizialmente considerati emergenze, stanno diventando sempre più sistematici, richiedendo risposte strutturali e sistematiche per gestirli ed evitarli. Nel 2023, gli eventi climatici sono aumentati del 135% rispetto al 2022, con 122 eventi estremi registrati nei primi cinque mesi dell’anno, rispetto ai 52 del 2022, come riportato dall’Osservatorio Città Clima di Legambiente.
Costi dei Disastri Climatici
Il costo che l’Italia ha dovuto affrontare a causa dei disastri climatici è stato significativo. Tra il 2010 e il 2020, si è attestato a 36,5 miliardi di euro, secondo Eurostat, con una chiara tendenza all’incremento del 2% annuo nell’ultimo decennio. Questi dati riportano l’attenzione sulle polizze contro le calamità naturali come possibile soluzione.
La Mancanza di Copertura per le Abitazioni Private
In Italia, sorprendentemente, non esiste un’assicurazione obbligatoria contro gli eventi climatici estremi, nonostante alcune regioni, come il Veneto, la Lombardia e l’Emilia Romagna, siano tra i territori europei con la maggiore esposizione agli eventi meteorologici estremi e al cambiamento climatico entro il 2050. Più dell’80% delle abitazioni civili in Italia, che ammontano a poco più di 35 milioni, è esposto a un rischio medio-alto. Inoltre, l’Italia è il paese europeo con il più ampio divario di protezione assicurativa contro le catastrofi naturali, calcolato come la differenza tra le perdite subite e l’importo coperto dalla polizza, stimato dall’Istat nel 2021 in 4,3 miliardi di euro. In Italia, solo un misero 5% delle case private è assicurato contro terremoti o alluvioni, mentre il 44% è coperto da assicurazioni contro incendi. Dal 2018, i contribuenti possono dedurre il 19% del premio versato per queste polizze dalla dichiarazione dei redditi.
Dimensione delle Imprese e Tasso di Copertura
La carenza di copertura riguarda non solo le famiglie ma anche le aziende in Italia. La maggior parte delle aziende italiane sono microimprese, con meno di 10 dipendenti, e solo il 7% di esse è assicurato. Tuttavia, il tasso di copertura varia in base alle dimensioni dell’impresa. Le microimprese e le medie imprese hanno tassi di copertura più bassi rispetto alle grandi aziende, con solo il 5% di microimprese assicurate, mentre le grandi imprese godono di un tasso di copertura dell’78%. La dimensione dell’impresa sembra influenzare direttamente il livello di copertura.
Il Funzionamento delle Polizze
In Italia, le polizze contro i danni climatici sono spesso offerte come opzioni aggiuntive alle polizze esistenti per le abitazioni. Queste polizze coprono una vasta gamma di eventi climatici, ma richiedono che la violenza dell’evento sia tale da causare danni significativi in molte strutture circostanti prima che possano essere attivate.
Situazione a Livello Internazionale e Copertura
La situazione in Italia è comparata con quella di altri paesi europei e internazionali. In Europa, solo Francia e Spagna hanno coperture tra il 20% e il 35%, mentre Danimarca e Olanda superano addirittura il 50%. A livello internazionale, l’Europa ha una maggiore copertura rispetto all’Asia, dove solo il 12% delle perdite è assicurato.
Lo Scudo Finanziario Globale per la Protezione
Per affrontare la questione a livello internazionale, nel G7 è stata proposta l’adozione del Global Shield against Climate Risks. Questo scudo finanziario contro i danni climatici potrebbe fornire una soluzione a lungo termine, sebbene la sua attuazione richiederà del tempo.

