La scarsa copertura assicurativa in Italia: Polizze onerose e gli incentivi statali

La legge di Bilancio e l’obbligo assicurativo

Con la legge di Bilancio, il governo ha stabilito che entro la fine del 2024 ogni impresa dovrà munirsi di una polizza assicurativa contro le calamità naturali. Questa decisione è diventata ancora più rilevante dopo le alluvioni che hanno colpito la Toscana e altre regioni la scorsa settimana, mettendo in luce l’importanza delle polizze contro gli eventi meteo estremi.

L’Italia e i danni da eventi climatici

Secondo le stime dell’Agenzia europea per l’Ambiente, l’Italia ha subito danni per un totale di 92 miliardi di euro tra il 1990 e il 2021 a causa di calamità naturali. Questa cifra, aggravata dai cambiamenti climatici, è destinata a crescere di anno in anno. Tuttavia, solamente una piccola percentuale di case e aziende in Italia è coperta da polizze assicurative per questo genere di eventi, come evidenziano i dati elaborati da Ania, l’Associazione nazionale imprese assicuratrici.

A giugno 2022, solo il 7% delle aziende aveva sottoscritto una polizza per i rischi naturali e climatici, mentre per le abitazioni, la percentuale scendeva addirittura al 5,3%. Per affrontare questa situazione, il governo ha approvato un provvedimento che rende obbligatorie le polizze contro i danni catastrofali per le aziende. È importante notare che anche Silvio Berlusconi e Mario Monti avevano tentato di approvare misure simili in passato, ma senza successo.

Il confronto con l’Europa

Un report della Banca Centrale Europea indica che l’Italia è il secondo paese europeo, dopo la Grecia, con il più ampio divario assicurativo per le catastrofi naturali. In Francia e Spagna, tra il 1980 e il 2020, tra il 20% e il 35% dei danni causati da eventi naturali erano coperti da assicurazioni, mentre in Germania questa percentuale saliva addirittura tra il 35% e il 50%. In Italia, invece, la percentuale di danni coperti da polizze assicurative per eventi estremi non supera il 5%.

La situazione in Italia

Secondo la classifica del Global Domestic Climate Risk, oltre l’80% delle abitazioni civili in Italia, poco più di 35 milioni, è esposto a un rischio medio-alto di frane, alluvioni o erosione costiera. Tuttavia, la copertura assicurativa in Italia non riflette questa situazione. Solo il 44,2% delle case è coperto da un’assicurazione contro gli incendi, obbligatoria in caso di stipulazione di un mutuo. Ma quando si tratta di calamità naturali, la percentuale di abitazioni coperte da una polizza scende drasticamente al 5,3%.

Nel mondo delle imprese, la situazione varia. Tra le aziende “grandi” (più di 250 dipendenti), il 78% è coperto da un’assicurazione per rischi naturali e climatici. Per le imprese medie (50-249 dipendenti), la percentuale scende al 67%, mentre per le imprese piccole (10-49 dipendenti), scende al 55%. Il problema principale si presenta tra le “imprese micro,” quelle con meno di dieci dipendenti, che rappresentano il 95% delle imprese italiane ma hanno una copertura assicurativa contro i rischi climatici del 5%.

Le ragioni della scarsa copertura assicurativa in Italia

Ma perché in Italia la copertura assicurativa contro le calamità climatiche è così bassa? In primo luogo, bisogna distinguere tra due tipi di polizze assicurative: quelle per gli eventi naturali e quelle per le catastrofi naturali. Le prime coprono danni come grandinate, forti venti e fulmini, mentre le seconde riguardano terremoti, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni. Le polizze per le catastrofi naturali sono meno diffuse in Italia, in parte a causa delle questioni economiche.

Le grandi aziende sono spesso le uniche in grado di pagare premi assicurativi consistenti e quindi sono le principali sottoscrittrici di polizze contro i danni catastrofali. Per le abitazioni, le compagnie assicurative di solito esitano a coprire rischi così elevati, e se lo fanno, i contratti prevedono spesso franchigie molto alte.

Inoltre, esiste l’idea diffusa che, in caso di eventi estremi, il governo sia pronto a compensare le perdite di cittadini e imprese. Questo atteggiamento può scoraggiare le persone dall’acquistare polizze catastrofali. Ad esempio, durante le alluvioni in Emilia-Romagna lo scorso maggio, solo un miliardo di euro dei 9 miliardi di danni stimati era coperto da polizze assicurative, con l’impegno del governo a risarcire fino al 100% delle perdite.

La questione dell’assicurazione obbligatoria per le imprese

La legge di Bilancio ha riacceso il dibattito sulle polizze obbligatorie per le aziende contro i danni catastrofali. Il governo ha stabilito che entro la fine del 2024, ogni impresa dovrà avere una polizza assicurativa contro le calamità naturali. Tuttavia, le opposizioni si oppongono a questa misura, con il portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli, che la definisce “un grande regalo alle società assicuratrici italiane.”

Per incentivare questa misura, il governo prevede uno stanziamento di 5 miliardi all’anno per il triennio 2024-2026, che verrà messo a disposizione di Sace – una società partecipata dal Mef – per condividere con le aziende gli oneri in caso di disastri. Qualora le compagnie assicurative si rifiutassero di offrire polizze catastrofali, per esempio nelle aree a maggior rischio, la sanzione prevista è piuttosto salata e va da 200mila a 1 milione di euro.

Fonte: a cura della Redazione di KTS Finance, info@ktsfinance.com

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