Le Aspettative degli Italiani di Fronte ai Rischi Globali

Terza Nota ANIA e Università Federico II: Un’Analisi Dettagliata delle Aspettative dei Consumatori Italiani

È stata recentemente pubblicata la terza Nota redatta da un gruppo di lavoro congiunto tra ANIA e il Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Questo documento è parte delle attività dello Spoke 3 del partenariato esteso Grins – Growing, Resilient, Inclusive and Sustainable. L’obiettivo principale della Nota è monitorare l’andamento delle aspettative dei consumatori italiani tramite analisi dettagliate dei dati raccolti dalla “Italian Survey on Consumer Expectations” (ISCE). Questa indagine campionaria offre uno spaccato delle scelte economico-finanziarie dei consumatori e delle loro previsioni riguardo all’andamento futuro di diverse grandezze economiche.

Metodologia dell’Indagine

Raccolta dei Dati

L’indagine ISCE richiede ai partecipanti di attribuire una probabilità, su una scala da 1 a 100, riguardo alla possibilità che si verifichino nei prossimi cinque anni diversi tipi di eventi rischiosi. Tali eventi possono essere di natura naturale, politica o tecnologica. I partecipanti devono quindi valutare l’impatto economico di questi eventi su tre aree principali:

  1. Economia Nazionale: Valutazione dell’effetto previsto sull’economia complessiva del Paese.
  2. Reddito Familiare: Stima dell’impatto sugli introiti delle famiglie.
  3. Patrimonio Immobiliare: Analisi dell’effetto previsto sul valore degli immobili familiari.

Le valutazioni sono espresse utilizzando una scala da 1 (“molto lievi”) a 100 (“molto rilevanti”), offrendo così una misura dettagliata delle percezioni e delle preoccupazioni economiche dei consumatori.

Indici di Preoccupazione

Rischi Geopolitici

I dati rivelano che la preoccupazione per eventi catastrofici di natura geopolitica – come conflitti su larga scala con l’impiego di armi nucleari, la fine della democrazia con il conseguente avvento di regimi dittatoriali, il collasso dell’Unione Europea e della moneta euro – è relativamente bassa. L’indice di preoccupazione per questi eventi si attesta su una media di 32,8. Questo valore indica una preoccupazione medio-bassa tra gli italiani, suggerendo che, sebbene tali eventi siano considerati seri, non sono percepiti come imminenti o altamente probabili.

Eventi Naturali

Al contrario, gli eventi naturali estremi suscitano una preoccupazione significativamente maggiore. Gli italiani mostrano una maggiore allerta riguardo a calamità legate al cambiamento climatico, come alluvioni, siccità e frane, nonché ai forti terremoti. L’indice di preoccupazione per queste catastrofi naturali è di 47,4, indicando un livello di ansia più elevato rispetto agli eventi di natura geopolitica. Quasi un terzo del campione considera improbabile l’eventualità di eventi geopolitici gravi nei prossimi cinque anni, mentre il 10% degli intervistati ritiene altamente probabile il verificarsi di eventi naturali estremi.

Conseguenze Economiche Attese

Impatto sull’Economia Nazionale

L’impatto economico previsto per diversi eventi catastrofici varia notevolmente. I consumatori italiani valutano il conflitto su larga scala che potrebbe sfociare in una guerra nucleare come il rischio con il maggiore potenziale distruttivo per l’economia nazionale. Questo scenario è seguito da un possibile crollo dei mercati finanziari simile a quello del 2008, mentre le calamità naturali legate al cambiamento climatico occupano il terzo posto nella scala di impatto percepito. Questi dati indicano una percezione di maggiore vulnerabilità dell’economia nazionale a eventi estremi di carattere geopolitico e finanziario piuttosto che a calamità naturali.

Innovazioni Tecnologiche e Crisi Informatiche

Le innovazioni tecnologiche dirompenti, che potrebbero portare alla perdita di numerosi posti di lavoro, e le crisi informatiche che paralizzano le attività del Paese non sono percepite come eventi di grande impatto economico. Questi tipi di eventi, pur avendo il potenziale per influenzare il mercato del lavoro e l’efficienza delle infrastrutture digitali, non sono ritenuti minacce economiche primarie rispetto ad altre catastrofi.

Variabilità per Quintile di Reddito

L’analisi dei dati rivela che l’impatto atteso varia significativamente in base al quintile di reddito. Le famiglie con reddito disponibile più basso tendono a percepire un maggiore impatto economico dai rischi considerati. Questo riflette una maggiore vulnerabilità economica e una percezione più intensa degli effetti negativi degli eventi catastrofici tra le fasce di reddito più basse.

Impatto sul Reddito Familiare e Patrimonio Immobiliare

Quando si considera l’impatto economico sugli introiti familiari, gli italiani percepiscono il conflitto su larga scala con guerra nucleare come l’evento con l’effetto più devastante. Al terzo posto troviamo una crisi politica che potrebbe portare alla fine dell’Unione Europea e al crollo dell’euro, con un impatto medio stimato di 50 punti.

Per quanto riguarda il patrimonio immobiliare, il conflitto su larga scala continua a essere l’evento più preoccupante per le famiglie italiane. Gli eventi legati alle calamità naturali, come un forte terremoto (50 punti in media) e gli eventi estremi legati al cambiamento climatico (49 punti), sono percepiti come importanti anche se non al livello del conflitto nucleare. Gli eventi con impatti minori sul patrimonio immobiliare includono una nuova pandemia (36 punti in media), una innovazione tecnologica dirompente (37 punti) e una crisi informatica (37 punti).

Confronto tra Rischio Percepito e Rischio Reale

Rischio Idrogeologico

Un aspetto particolarmente interessante analizzato nella Nota è il confronto tra il rischio percepito e il rischio idrogeologico reale. La percezione del rischio idrogeologico appare relativamente uniforme su tutto il territorio nazionale, ma non si allinea sempre con la realtà. Per esempio, le regioni come Calabria e Liguria, che hanno una percentuale elevata di popolazione residente in zone ad alto rischio idrogeologico, non mostrano una percezione di rischio significativamente superiore rispetto ad altre regioni con minore esposizione. Questo suggerisce una disconnessione tra il rischio reale e la consapevolezza pubblica.

Rischio Sismico

Anche per quanto riguarda il rischio sismico, esiste un evidente divario tra il rischio percepito e quello reale. In regioni come la Calabria e l’Umbria, la percezione del rischio sismico non riflette completamente il livello di esposizione effettivo. Questo divario potrebbe influenzare le politiche di prevenzione e preparazione, evidenziando la necessità di una maggiore sensibilizzazione e informazione per allineare meglio la percezione del rischio con la realtà effettiva.

La terza Nota ANIA e Università Federico II offre un’analisi approfondita delle aspettative e delle preoccupazioni dei consumatori italiani, rivelando differenze significative nella percezione dei rischi e degli impatti economici associati. I dati suggeriscono una preoccupazione maggiore per gli eventi naturali estremi rispetto agli eventi geopolitici, e una variabilità significativa nell’impatto percepito in base al reddito. Inoltre, il confronto tra rischio percepito e reale evidenzia una discrepanza che potrebbe influenzare le strategie di preparazione e risposta alle emergenze. Questi risultati forniscono importanti spunti per le politiche pubbliche e per le strategie di comunicazione sui rischi.

Fonte: a cura della Redazione di KTS Finance, info@ktsfinance.com

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