Vendita della Seconda Tranche di Poste Italiane: Cresce l’Attesa per l’Operazione di Privatizzazione
Negli ultimi giorni, si sono intensificati i rumors riguardanti la cessione di una seconda tranche di azioni di Poste Italiane da parte del Tesoro. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), che attualmente detiene una partecipazione significativa nel gruppo, è pronto a immettere sul mercato un nuovo pacchetto di azioni, pari al 14% del totale, nell’ambito del più ampio piano di privatizzazioni promosso dal governo guidato da Giorgia Meloni.
Questa operazione di vendita rappresenta una continuazione del processo di privatizzazione iniziato con l’offerta pubblica iniziale (IPO) di Poste Italiane nel 2015, e mira a ridurre ulteriormente la presenza dello Stato nel capitale della società, pur mantenendo il controllo su asset strategici per il Paese.
La Struttura della Partecipazione Statale in Poste Italiane
Attualmente, la partecipazione dello Stato in Poste Italiane è suddivisa tra due principali entità:
- Cassa Depositi e Prestiti (CDP): Questa controllata pubblica detiene una quota del 35% del capitale di Poste Italiane. La CDP gestisce importanti investimenti strategici per lo sviluppo economico italiano.
- Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF): Oltre alla quota detenuta indirettamente tramite la CDP, il MEF possiede direttamente il 29,26% del capitale.
- Quota flottante: Il restante 35,74% delle azioni è già sul mercato ed è negoziabile dagli investitori privati, sia retail che istituzionali.
Con la vendita di questa seconda tranche, la partecipazione diretta del MEF scenderà ulteriormente, pur garantendo allo Stato una posizione di controllo attraverso la quota detenuta dalla CDP. Questo è in linea con il più ampio obiettivo del governo di privatizzare gradualmente alcune delle principali partecipazioni pubbliche.
Le Date di Collocamento e Struttura dell’Offerta
Secondo le indiscrezioni riportate dai principali organi di stampa, l’offerta pubblica di vendita si terrà dal 21 al 25 ottobre 2024. La struttura dell’offerta prevede una suddivisione in due grandi categorie:
- 35% delle azioni riservato ai risparmiatori retail, inclusi i dipendenti di Poste.
- 65% delle azioni destinato agli investitori istituzionali.
Incasso Atteso per il MEF
L’incasso previsto per il Tesoro si aggira intorno ai 2,3 miliardi di euro, sulla base delle attuali valutazioni di mercato. Questa cifra è significativa per il bilancio dello Stato e potrebbe essere destinata alla riduzione del debito pubblico o ad altri progetti.
Modalità di Acquisto: Pacchetti di Azioni Ridotti per Maggiore Accessibilità
Si prevede che il pacchetto minimo sarà di 250 azioni, dimezzato rispetto alle 500 azioni richieste durante l’IPO del 2015, per rendere l’acquisto più accessibile ai piccoli risparmiatori.
Secondo Il Sole 24 Ore, la riduzione del lotto minimo è stata decisa per evitare un costo troppo elevato per i risparmiatori. Con il pacchetto ridotto, il costo si abbasserebbe a 3.175 euro, una cifra più accessibile.
Per i dipendenti di Poste, i pacchetti di 25 azioni potrebbero avere un costo di circa 317 euro, incentivando così la loro partecipazione.
Le Banche Coinvolte nel Collocamento
Le principali banche che si occuperanno del collocamento sono:
- Intesa Sanpaolo, Mediobanca, UniCredit, Citi, Deutsche Bank e JP Morgan agiranno come Global Coordinators.
- Barclays, BNP Paribas, Morgan Stanley, Société Générale e UBS svolgeranno il ruolo di Joint Bookrunner.
Il Prospetto Informativo sarà depositato presso la Consob all’inizio della prossima settimana e l’approvazione è attesa entro la fine della stessa.
Incentivi per i Risparmiatori Retail: Sconti e Bonus Shares
Gli analisti di Websim prevedono che verranno offerte forme di incentivazione per i risparmiatori retail, tra cui:
- Sconti sul prezzo rispetto al valore di mercato.
- Bonus shares: nell’IPO del 2015, gli investitori retail ricevevano 1 azione gratuita ogni 20 sottoscritte, e per i dipendenti la proporzione era di 1 azione ogni 10.
Sebbene lo sconto non sarà molto ampio, il dividendo provvisorio per il 2024, stimato in 0,30 euro per azione, sarà staccato il 18 novembre 2024.
Un’Operazione di Grande Importanza Strategica
La vendita della seconda tranche di Poste Italiane è una tappa fondamentale del piano di privatizzazioni del governo. La strategia include incentivi per i piccoli investitori, la riduzione dei lotti minimi e il coinvolgimento delle principali banche d’investimento. Con un periodo di collocamento fissato tra il 21 e il 25 ottobre, si tratta di una delle operazioni più rilevanti del 2024, con l’obiettivo di ampliare la base proprietaria e raccogliere risorse significative per lo Stato.

