RC Installatori e O&M: Chi risponde se il fotovoltaico causa un incendio?

Un perito assicurativo che esamina i resti di un quadro elettrico fotovoltaico dopo un incendio, con un'infografica che mostra la ripartizione delle responsabilità legali.

In caso di incendio causato da un impianto fotovoltaico nel 2026, la responsabilità è presunta in capo a chi ha eseguito l’installazione o a chi gestisce la manutenzione (Operation & Maintenance). Se il rogo è dovuto a un errore di posa, risponde l’installatore (RC Postuma). Se invece è dovuto a una mancata verifica dei giunti o degli inverter, risponde il manutentore (RC Professionale). Senza una polizza specifica che copra i “Danni da Incendio a Cose di Terzi”, il professionista rischia di dover risarcire personalmente milioni di euro di danni strutturali e fermo produzione del cliente.

📊 La Catena delle Colpe: Chi paga i danni?

Determinare l’origine del fuoco è il compito dei periti nel 2026. Ecco come viene ripartita solitamente la responsabilità:

Responsabile Causa Tipica Copertura Necessaria
Installatore Errore nel serraggio dei connettori o isolamento errato RC Postuma Installazioni
Azienda O&M Mancata termografia o pulizia inverter (surriscaldamento) RC Professionale Manutentori
Proprietario Mancata manutenzione obbligatoria o modifiche abusive RC Proprietà / All-Risks

Perché la normale RC Terzi non basta nel 2026

Molti artigiani e ditte di manutenzione operano con polizze generiche che presentano “buchi” pericolosi quando si parla di fotovoltaico.

  1. L’Assenza della “Postuma”: Un incendio può scoppiare anche 3 o 4 anni dopo l’installazione a causa di un’usura accelerata da un errore iniziale. Se l’installatore non ha una RC Postuma, la sua polizza corrente non coprirà un lavoro finito anni prima.

  2. Il Rischio “Danni a Cose in Consegna”: Durante la manutenzione, l’impianto è “nelle mani” del tecnico. Se una manovra errata causa un corto circuito che incendia il tetto, serve una clausola specifica per i danni arrecati ai beni su cui si sta lavorando.

  3. Il Fermo Attività del Cliente: Se l’incendio spegne la produzione di una fabbrica, il danno più grande non è il tetto, ma il fatturato perso dal cliente. La polizza deve includere la garanzia per Danni Interruttivi subiti da terzi.

🛡️ Checklist: Come blindare la tua azienda tecnica

In KTS Finance analizziamo i contratti O&M per assicurarci che il professionista non sia “scoperto”:

  • Massimali Adeguati: Per impianti industriali, un massimale da 1 milione di euro è insufficiente. Nel 2026 consigliamo almeno 3 o 5 milioni.

  • Certificazione dei Lavori: La polizza interviene se l’assicurato dimostra di aver operato secondo le norme CEI. La documentazione digitale (report fotografici e termografici) è la tua miglior difesa.

  • Estensione ai Subappaltatori: Se l’azienda di installazione delega il lavoro a terzi, deve assicurarsi che la propria polizza copra anche l’operato dei sub-contraenti.

Domande Frequenti (FAQ)

Se l’incendio è causato da un difetto del pannello, paga il produttore?

Sì, ma solo se si dimostra il difetto di fabbrica. In prima battuta, il cliente chiederà i danni all’installatore o al manutentore. Sarà poi la tua assicurazione a doversi rivalere sul produttore (spesso estero e difficile da raggiungere). Ecco perché avere la propria RC è vitale.

La manutenzione O&M è obbligatoria per legge nel 2026?

Per gli impianti industriali e quelli che beneficiano di incentivi, la manutenzione periodica è un requisito contrattuale e spesso normativo. La mancanza di prove di manutenzione (libretto d’impianto) può invalidare la polizza del proprietario, che si rivarrà sul manutentore.

La termografia annuale è necessaria ai fini assicurativi?

Sempre più compagnie nel 2026 inseriscono la termografia dei quadri e dei connettori come condizione per mantenere attiva la copertura RC Professionale per le aziende O&M. È il modo più efficace per prevenire l’incendio da hot-spot.

 

Fonte: a cura della Redazione di KTS Finance, info@ktsfinance.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi: