Tesoro vende il 15% di MPS: operazione lampo con Bpm e Anima

Il Tesoro Italiano Avanza nella Privatizzazione di Monte dei Paschi di Siena

Nuovo Collocamento di Azioni per Ridurre la Quota Statale in MPS

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha recentemente annunciato la vendita di una nuova tranche di azioni di Monte dei Paschi di Siena (MPS), proseguendo nel processo di privatizzazione della banca senese. Con questa operazione, il MEF ha collocato circa 88,2 milioni di azioni, pari a una quota del 7% del capitale sociale dell’istituto. Successivamente, il Ministero ha precisato che la vendita ha riguardato il 15% del capitale, grazie a una domanda “pari a oltre il doppio dell’ammontare iniziale”.

Un Collocamento da 1,1 Miliardi di Euro

La vendita ha portato nelle casse del Tesoro italiano 1,1 miliardi di euro, con un prezzo di vendita per azione di 5,52 euro, registrando così un premio del 5% rispetto al prezzo di chiusura in Borsa. Questa operazione rappresenta il terzo collocamento significativo del Tesoro in MPS nell’arco di un anno, segnando un passo ulteriore verso la completa privatizzazione dell’istituto.

Il Contesto della Privatizzazione: Un Obiettivo Strategico

Una Strategia Graduale per Uscire dal Capitale di MPS

Questo recente collocamento di azioni si inserisce in una strategia più ampia del MEF, volta a ridurre gradualmente la partecipazione statale in MPS. Le due precedenti operazioni, avvenute rispettivamente a novembre 2023 (25% delle quote) e a marzo 2024 (12,5%), avevano già portato nelle casse del Tesoro circa 2,7 miliardi di euro. Ora, con una partecipazione ridotta al 11,7% – dal valore di mercato di circa 800 milioni – lo Stato si avvicina al completamento del piano di privatizzazione richiesto dalla Commissione Europea.

Le Implicazioni della Privatizzazione per MPS

Con una quota statale ormai al di sotto del 20%, MPS potrà operare senza i vincoli imposti dall’Unione Europea, come le limitazioni sulla distribuzione di dividendi e le restrizioni sulle retribuzioni dei dirigenti. Questo nuovo scenario apre opportunità per future fusioni e acquisizioni, che potrebbero rafforzare il settore bancario italiano e stimolare la crescita della banca in un contesto competitivo.

Commenti dal Ministero e il Ruolo di Banco BPM e Anima

La Soddisfazione del MEF per un Passaggio Cruciale

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha espresso soddisfazione per l’operazione, definendola “un’azione importante” per rafforzare il posizionamento di MPS nel mercato del credito, in linea con le dichiarazioni fatte negli ultimi due anni. Giorgetti ha sottolineato come la vendita delle azioni MPS sia avvenuta “in modo serio e riservato,” a beneficio del settore bancario nazionale.

Banco BPM e Anima: Il Blitz degli Investitori Privati

In un colpo di scena, Banco BPM e Anima Holding si sono rivelati tra i principali acquirenti delle azioni collocate. Banco BPM, guidato da Giuseppe Castagna, ha acquisito il 5% delle quote di MPS per un investimento di circa 530 milioni di euro, mentre Anima ha acquistato il 3% per 219 milioni. Complessivamente, le partecipazioni di Banco BPM e Anima coprono il 9% del capitale MPS, rendendo questo nuovo polo il secondo azionista della banca dopo il Tesoro.

Le Ragioni dell’Investimento di Banco BPM

Nonostante Banco BPM abbia in passato negato interesse per MPS, l’acquisizione rientra nella sua strategia di rafforzamento della presenza nel settore. Secondo una nota dell’azienda, MPS è uno dei principali distributori di prodotti Anima, con cui Banco BPM mantiene rapporti di partnership stretti. Banco BPM ha dichiarato di non voler superare la soglia del 10% in MPS, confermando invece il proprio impegno verso un piano di crescita indipendente.

Banco BPM prevede di ottenere un rendimento annuo del 14% dal proprio investimento in MPS, grazie ai dividendi, con un incremento dell’utile per azione stimato al 2,5%.

La Visione di Anima: Rafforzare le Relazioni Strategiche

Alessandro Melzi d’Eril, amministratore delegato di Anima, ha espresso soddisfazione per l’operazione, definendola una prosecuzione del percorso intrapreso insieme a MPS negli ultimi 15 anni. La partecipazione in MPS, secondo Melzi d’Eril, consolida le relazioni strategiche e promette vantaggi per entrambe le realtà, che mirano a crescere insieme nei prossimi anni. Anima aveva già sostenuto MPS nel 2022, partecipando all’aumento di capitale, e ha ribadito l’intenzione di continuare a collaborare strettamente con la banca.

Performance del Titolo MPS in Borsa

Un Momento Propizio per il Collocamento

Il collocamento è avvenuto in un momento di massimo storico per il titolo MPS, che ha beneficiato di una solida trimestrale, con utili per i primi nove mesi del 2024 vicini a 1,6 miliardi di euro. A seguito dell’annuncio del collocamento, le azioni MPS hanno registrato un incremento del 10%, per poi stabilizzarsi a +8,9%. Recentemente, HSBC ha avviato la copertura del titolo con un rating di ‘buy’ e un target price di 7,2 euro, prospettando un potenziale rialzo del 34%.

In conclusione, il processo di privatizzazione di MPS segna un importante passo nella strategia italiana di riduzione della partecipazione statale nelle aziende del settore finanziario, con implicazioni che potrebbero avere un impatto rilevante sul sistema bancario nazionale. La privatizzazione apre la strada a una nuova fase per MPS, che, libera dai vincoli europei, si prepara a consolidare il proprio ruolo e ad affrontare nuove opportunità di crescita e collaborazione.

Fonte: a cura della Redazione di KTS Finance, info@ktsfinance.com

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