Welfare e longevità: la necessità di soluzioni assicurative ibride e più giuste per il risparmio

L’allarme di IVASS: la transizione demografica sotto i riflettori

L’Italia si trova ad affrontare una transizione demografica senza precedenti, caratterizzata da un rapido invecchiamento della popolazione, un calo costante della natalità e una riduzione significativa della forza lavoro. Questi fattori pongono sotto pressione il sistema di welfare pubblico e sollevano importanti dubbi sul ruolo futuro del settore assicurativo nel garantire la tutela sociale.

La sfida demografica italiana: dati e prospettive

Dal 2015 la popolazione italiana è in diminuzione e questa tendenza è destinata ad aggravarsi nei prossimi decenni. Le previsioni indicano che entro il 2050 gli over 65 saranno quasi il 35% della popolazione totale, mentre la fascia in età lavorativa si ridurrà drasticamente. Inoltre, è atteso un aumento del 20% delle persone non autosufficienti entro i prossimi cinquant’anni.

Questi cambiamenti impongono uno sforzo significativo allo Stato, che dovrà gestire un sistema pubblico sempre più sotto stress, in un contesto di necessaria riduzione del debito pubblico.

Il messaggio di Stefano De Polis: innovazione e integrazione

Nel corso dell’Annual Meeting di Itinerari Previdenziali tenutosi a Bologna il 22 maggio 2025, Stefano De Polis, Segretario Generale dell’IVASS, ha evidenziato la necessità di rivedere con urgenza sia il modello istituzionale che quello di mercato. Secondo De Polis, è indispensabile creare sinergie tra il welfare pubblico e le soluzioni assicurative private, integrando il primo e il secondo pilastro in modo efficace.

Un punto critico è rappresentato dalla disparità nella capacità di risparmio: metà della popolazione più povera detiene solo il 7% della ricchezza totale, mentre bassi redditi e disuguaglianze ostacolano l’accumulo di risorse.

Verso un’assicurazione più flessibile e inclusiva

La risposta del settore assicurativo deve essere un vero e proprio cambiamento di paradigma. Le tradizionali polizze separate (vita, previdenza, long term care) non sono più adeguate. Serve una nuova generazione di prodotti ibridi e modulari, che combinino:

  • risparmio,
  • protezione,
  • assistenza sanitaria.

L’adozione di tecnologie innovative, come dati biometrici, dispositivi indossabili e intelligenza artificiale (con le necessarie cautele), può rendere le polizze più personalizzate e flessibili, incentivando comportamenti sani tramite meccanismi premianti legati allo stile di vita.

Protezione reale e costi trasparenti: il richiamo alla giurisprudenza

De Polis ha inoltre richiamato l’attenzione sulla recente giurisprudenza che impone un obbligo chiaro: le polizze unit-linked devono garantire una componente di protezione concreta. Non è sufficiente una semplice maggiorazione del valore delle quote; l’indennizzo deve avere un’utilità tangibile per l’assicurato, pena la distorsione della natura del contratto.

Sul fronte dei costi, l’Italia presenta polizze unit-linked mediamente più costose rispetto alla media europea (RIY 2,8% contro 2,2%), e più onerose rispetto a investimenti diretti nei fondi sottostanti. Costi elevati, se non giustificati da un reale valore aggiunto, rischiano di compromettere la fiducia dei clienti.

La sfida della “longevity literacy” e il futuro delle compagnie assicurative

In chiusura, De Polis ha sottolineato l’importanza di sviluppare una nuova alfabetizzazione sul tema della longevità, per aumentare la consapevolezza sia dei cittadini sia degli operatori sulle sfide del vivere a lungo.

Le compagnie assicurative sono chiamate a superare modelli segmentati e a puntare su soluzioni modulari, inclusive e realmente utili. Solo così sarà possibile garantire una maggiore equità nell’accesso alla protezione, una sfida che riguarda l’intera società.

Fonte: a cura della Redazione di KTS Finance, info@ktsfinance.com

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